Emergenza idrica e mare sporco sul Tirreno Cosentino: estate nera per residenti e turisti

Mancanza d'acqua e criticità ambientali mettono a dura prova i comuni costieri, tra proteste dei cittadini e sollecitazioni dei sindacati

mare sporco_Paola 09082026

La stagione estiva nel Tirreno Cosentino è segnata dal riaffiorare di problemi strutturali irrisolti, dovuti a una prolungata assenza di programmazione che continua a penalizzare lo sviluppo turistico dell’area.

Inquinamento marino sul litorale

Segnalazioni di chiazze marroni in mare hanno interessato gran parte della costa meridionale della provincia. Fenomeni d’inquinamento sono stati rilevati a Guardia Piemontese, Paola, Torremezzo di Falconara Albanese, Fiumefreddo Bruzio, Belmonte e Longobardi. Sulla vicenda è intervenuto il capogruppo di opposizione del Comune di Paola, Tonino Cassano, ribadendo la necessità di una profonda ristrutturazione dell’intero sistema di depurazione regionale.

Crisi idrica e razionamenti

Parallelamente, la grave carenza d’acqua sta creando forti disagi sia nel medio che nel basso Tirreno Cosentino, dove l’erogazione risulta assente per intere giornate:

  • Paola, San Lucido e Cetraro: Si è reso necessario attivare turnazioni; a Paola le restrizioni interessano cinque diversi serbatoi e relative zone.

  • Amantea: La situazione appare complessa nel quartiere Santa Maria, dove il servizio s’interrompe dalle 13:30 fino a notte fonda, scatenando le proteste della cittadinanza davanti al municipio.

  • Fiumefreddo Bruzio, Fuscaldo e Acquappesa: Forte criticità anche nella frazione marina di Fiumefreddo, mentre a Fuscaldo e Acquappesa i sindaci sono ricorsi alle autobotti per garantire i rifornimenti minimi.

Le reazioni del sindacato

Alessandro Pagliaro (CGIL) ha sottolineato come la crisi idrica stia arrecando ingenti danni alla popolazione residenti, ai turisti e all’economia locale, colpendo in particolare le strutture ricettive, i commercianti e gli stabilimenti balneari. Il rappresentante sindacale ha evidenziato come, a distanza di anni, la problematica rimanga irrisolta, richiamando gli amministratori locali al dovere di individuare soluzioni concrete anziché limitarsi a comunicare i calendari dei disservizi.

Redazione

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