Dati dettagliati sulla spesa dei fondi Pnrr destinati alle categorie fragili e l’adozione di rigorosi atti formali per la gestione del servizio di igiene urbana. Sono queste le principali richieste avanzate dai consiglieri comunali del gruppo di opposizione “GenerAzione”, Giovanni Bilotti e Adriana Calvelli, a seguito delle recenti repliche dell’Amministrazione comunale di Rende in merito alle criticità sollevate sui servizi sociali e sulla raccolta dei rifiuti.
Secondo i rappresentanti dell’opposizione, la Giunta non avrebbe fornito i chiarimenti attesi, optando per una linea polemica contro le istanze del gruppo.
«Quando viene posta una domanda precisa, si attacca chi la formula; quando emerge una responsabilità amministrativa, la si scarica su chi c’era prima, sul Governo, sul gestore o sull’opposizione. Quando un obiettivo non viene raggiunto, lo si trasforma in un “miracolo” da celebrare».
Istruzione e spesa dei fondi Pnrr per i soggetti fragili
Il primo tema al centro del dibattito riguarda il progetto sociale indirizzato agli anziani non autosufficienti. In base a quanto ricostruito dal gruppo GenerAzione, il finanziamento – risalente al 2020 – non avrebbe trovato completa e concreta attuazione entro la scadenza fissata per il 30 giugno 2026, data entro la quale si sarebbe dovuta completare la consegna di ausili e strumenti domotici. A fronte del rigetto della richiesta di proroga avanzata al Ministero, il servizio proseguirà mediante il ricorso al Fondo per la non autosufficienza e al Fondo di solidarietà comunale.
I due esponenti consiliari, pur ribadendo la necessità di tutelare l’utenza, contestano l’impostazione politica rivendicata dall’Amministrazione:
«Assicurare continuità agli utenti fragili è doveroso e trova il nostro pieno sostegno. Ma utilizzare risorse ordinarie in sostituzione di quelle PNRR non trasforma il mancato rispetto della scadenza in un successo amministrativo».
I consiglieri chiedono quindi alla Giunta di presentare in Consiglio comunale una relazione analitica che chiarisca l’ammontare complessivo del finanziamento, le somme impegnate ed erogate, le forniture non consegnate e l’eventuale presenza di residui inutilizzati.
«L’Amministrazione può certamente richiamare le inerzie ereditate, ma dopo oltre un anno di governo deve anche rendere conto delle proprie decisioni e dei risultati raggiunti».
Gestione dell’appalto di igiene urbana e rilievi legali
Il secondo punto di frizione riguarda il rapporto contrattuale tra l’Ente e la società affidataria del servizio di igiene urbana, Calabra Maceri. Il gruppo GenerAzione precisa di non voler prendere le difese del privato, sollecitando tuttavia il rispetto dei canoni di legalità amministrativa: in presenza di inadempienze contrattuali, l’Ente locale è tenuto ad applicare formalmente penali e sanzioni anziché affidarsi alla polemica pubblica.
«Un appalto pubblico si governa attraverso regole, atti e responsabilità precise, non mediante comunicati polemici o richieste informali di obbedienza».
Particolare attenzione viene rivolta alla dichiarazione dell’Amministrazione relativa al possibile sanzionamento di «atteggiamenti non collaborativi» da parte delle aziende. I consiglieri sottolineano come le procedure di gara e la valutazione delle ditte debbano seguire esclusivamente criteri di trasparenza, concorrenza e parità di trattamento previsti dal Codice dei contratti pubblici.
«La generica categoria degli “atteggiamenti non collaborativi” non appartiene al diritto dei contratti pubblici e non può trasformarsi in un criterio implicito per valutare chi potrà partecipare o aggiudicarsi un futuro servizio. Quella frase somiglia più a un avvertimento improprio che all’esercizio rigoroso delle prerogative di una stazione appaltante. Governare significa far rispettare i contratti, non pretendere disponibilità personale o fedeltà politica».
Prevenzione e contrasto all’abbandono di rifiuti
Infine, in merito al fenomeno dei depositi illeciti di spazzatura e delle discariche abusive sul territorio, i rappresentanti di GenerAzione evidenziano come l’intervento sostitutivo di rimozione dei rifiuti debba essere integrato da azioni strutturali di prevenzione, videosorveglianza e controllo della Polizia locale.
I consiglieri chiedono conto delle misure preventive attivate nell’ultimo anno, ribadendo la necessità di operare per il bene della comunità:
«Non siamo interessati alla guerra tra il Comune e un’impresa privata. Siamo interessati al fatto che Rende sia pulita, che i servizi destinati alle persone fragili siano garantiti e che le risorse pubbliche vengano utilizzate nei termini».
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