Cinque misure cautelari sono state eseguite nel pomeriggio di ieri, 29 luglio, tra la provincia di Cosenza e il Lazio nell’ambito di una complessa indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cosenza, incentrata su un presunto traffico di sostanze stupefacenti.
L’operazione è stata condotta con successo dagli agenti della Squadra Mobile di Cosenza, che si sono avvalsi del prezioso supporto operativo della Squadra Mobile di Roma, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Cosenza.
I dettagli del provvedimento
Il provvedimento restrittivo riguarda cinque persone, ritenute gravemente indiziate – allo stato attuale delle indagini – del reato di trasporto e detenzione di sostanze stupefacenti, finalizzati alla successiva cessione a terzi nel territorio della provincia bruzia.
L’ordinanza cautelare è scattata a seguito degli interrogatori preventivi svolti dal Gip:
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Arresti domiciliari: disposti per quattro indagati, con contestuale applicazione del braccialetto elettronico.
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Obbligo di dimora: disposto per il quinto indagato nel comune di residenza.
Le indagini e il “sistema” criminale
L’attività investigativa, sviluppata meticolosamente dalla Squadra Mobile di Cosenza con la collaborazione della collega romana, si è avvalsa di un impianto probatorio solido basato su:
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Servizi mirati di osservazione, controllo e pedinamento;
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Riscontri investigativi sul campo;
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Acquisizione e analisi delle immagini tratte dai sistemi di videosorveglianza;
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Articolate attività tecniche.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli elementi raccolti avrebbero permesso di delineare un vero e proprio sistema di trasporto e detenzione di stupefacenti, gestito in particolare da due soggetti provenienti dal Lazio che avrebbero operato nell’interesse di tre persone residenti nel Cosentino. Nel corso dell’inchiesta, gli inquirenti hanno anche individuato, recuperato e sequestrato un ingente quantitativo di sostanza stupefacente.
La presunzione di innocenza
Dalla Procura della Repubblica viene ribadito che il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le ipotesi accusatorie formulate a carico degli indagati dovranno pertanto trovare conferma e verifica nel successivo contraddittorio tra le parti, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza sancito dalla Costituzione.
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