Dopo la tragedia di Mohamed Amin Bessioud, a ricostruire i momenti drammatici che hanno preceduto il gesto è stata la madre del giovane, distrutta dal dolore. La donna, originaria della Tunisia ma stabilmente residente in Italia, paese in cui il figlio era nato e cresciuto , ha rilasciato dichiarazioni pesantissime ai cronisti: “Mio figlio soffriva di depressione ed era spaventato dai controlli, si sentiva tormentato da uno dei militari. Ho aperto la porta della stanza e l’ho visto lanciarsi dal balcone: non sono riuscita a salvarlo”.
Secondo la versione fornita dalla madre, la tensione all’interno dell’appartamento sarebbe salita rapidamente. La donna sostiene che i militari avrebbero chiuso la porta della stanza prima che si consumasse la tragedia, bloccandole l’accesso: “Ho sentito la pressione che gli stavano facendo e ho aperto la porta. Lui si è lanciato in quel momento”, ha aggiunto.
Le accuse successive ai soccorsi
La signora denuncia inoltre di essere stata trattenuta all’interno dell’abitazione nei momenti immediatamente successivi alla caduta: “Soffro d’asma e volevo solo scendere per stare vicino a mio figlio nei suoi ultimi istanti – ha dichiarato la madre – ma mi hanno tenuta fermata in casa fino all’arrivo dei soccorsi, non permettendomi di avvicinarmi neanche quando è giunta l’ambulanza”.
Le prossime mosse legali
La famiglia ha annunciato battaglia per fare piena luce sulla dinamica dei fatti e sulle responsabilità di quanto accaduto. Tramite i propri legali, la madre del venticinquenne ha reso noto che verrà sporta una denuncia formale nelle prossime ore e che della vicenda verrà informato anche il Consolato della Tunisia.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.