Antonio Monda presenta “Una mattina gloriosa” a Palazzo dei Bruzi: la decalogia su New York si chiude a Cosenza

Nell'ambito della rassegna "LibrinComune", lo scrittore ha illustrato l'ultimo capitolo del ciclo americano insieme al fratello Andrea Monda e al magistrato Biagio Politano

Antonio e Andrea Monda la consegna del sigillo della città

Il salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi ha ospitato la presentazione di “Una mattina gloriosa” (Mondadori), ultimo capitolo della decalogia dedicata alla città di New York e alla storia del Novecento americano firmata da Antonio Monda. L’incontro, inserito nell’ambito della rassegna “LibrinComune” ideata e curata da Antonietta Cozza, ha rappresentato il ritorno dello scrittore nella sua città d’origine per il compimento di un ciclo narrativo durato dieci volumi.

L’opera ambienta le sue vicende a partire da una mattina di aprile del 1912 attorno al molo 59 di New York, dove è atteso l’arrivo del Titanic, simbolo del progresso scientifico e tecnologico dell’epoca.

Antonio e Andrea Monda un momento della presentazione del libro

I saluti istituzionali del Sindaco Franz Caruso

A fare gli onori di casa è stato il Sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che ha espresso orgoglio per la presenza dello scrittore, definendolo un «illustre conterraneo, concittadino e italiano nel mondo».

«Un’occasione ancora più straordinaria non solo perché Antonio Monda presenta il suo decimo ed ultimo libro di questa decalogia dedicata a New York e alla storia del ‘900 americano, ma anche perché per la prima volta ad intervistarlo, oltre al caro amico Biagio Politano, sarà il fratello Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano. Un’occasione più unica che rara che hanno voluto regalare alla città cui è stato riservato un vero e proprio privilegio con in più la possibilità di addentrarci in questo ultimo lavoro che suggella il ciclo narrativo dedicato alla città di New York e alla storia americana. Bentornato a casa, Antonio!».

Antonio e Andrea Monda il tavolo dei relatori

L’analisi critica: l’intervento di Biagio Politano

L’introduzione critica è stata curata dal magistrato Biagio Politano, il quale ha delineato la chiave di lettura del romanzo, definendolo la summa dell’intero percorso letterario dell’autore:

«Un capitolo che oltre ad essere la summa di un percorso è un libro compiuto ed insieme una storia corale ed un affresco straordinario che è la sintesi mirabile di tutti i nove precedenti volumi dedicati a New York nei quali sono disseminate tutte le tracce già presenti nei capitoli pregressi: il potere, le fake news, l’omicidio, la fede, le radici, quelle giudaico-cristiane e via di questo passo. Il romanzo di Monda è un bellissimo racconto di New York e del campionario di umanità varia che la popola, perché New York è il mondo, dove è presente un coacervo di culture. Ma il libro è anche il pretesto per raccontare l’uomo e le donne.

È il racconto di tutte le persone che si affollano attorno al molo 59. La telecamera si muove, inquadra i singoli e ad un certo punto esplode, come esplode il romanzo».

Politano ha inoltre evidenziato come figure contrapposte — tra cui Nora Dempsey e il pugile Jack Dempsey — rappresentino lo scontro tra «il bene e il male, la purezza e il fango», ravvisando nel testo una «logica del nonostante: nonostante tutti i contrasti, la storia è salva».

Franz Caruso, Antonio e Andrea Monda

Il confronto con Andrea Monda

Il dibattito è proseguito con l’intervento del fratello dell’autore, Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, che ha analizzato il contesto storico e le dinamiche narrative dell’opera:

«Siamo distanti geograficamente, c’è un Oceano che ci divide. Il mio datore di lavoro, Papa Leone, è americano, però è un americano molto distante dal Presidente di Antonio che in realtà ha due Presidenti. Uno è Sergio Mattarella che salutiamo sempre con il dovuto rispetto e ammirazione, l’altro sapete chi è. Ma hai un solo Papa.

Antonio ha scritto questo romanzo negli ultimi mesi. Antonio non è un uomo del 1912, ma è un uomo del 2026 che vive tutta la tensione e la drammaticità di questo momento e va ad attingere alla storia e all’esperienza dei nostri antenati per capire un po’ meglio il presente. Il 1912 è un crocevia della storia. Due anni dopo, infatti, scoppia il primo conflitto mondiale.

Cosenza è stata la sua prima città, Roma è stata la città dove si è sviluppata la prima parte della sua vita, ma New York è la città che lo ha affascinato e lo affascina ancora e che lo ha lanciato nel futuro.

Non è una sviolinata d’amore verso New York, ma dipinge comunque un quadro drammatico e a tinte fosche con personaggi terribili e terrificanti, che sono poi quelli autentici, mentre quelli inventati sono una sorta di controcanto, per dire che nonostante tutto c’è del buono. Antonio vince la sua scommessa, va in fondo e non fa sconti e, dandomi per la prima volta ascolto, utilizza come registro narrativo la terza persona, muovendo i personaggi in maniera armonica, anche se poi il male vince a mani basse, come in “Magnolia” di Paul Thomas Anderson. Il territorio sembra occupato dal diavolo e si fa fatica a trovare degli angeli luminosi».

Antonio e Andrea Monda un altro momento della presentazione

Le dichiarazioni dell’autore: Antonio Monda

Prendendo la parola, Antonio Monda ha confermato il ruolo centrale della metropoli all’interno della struttura narrativa e ha svelato dettagli sulla costruzione dei personaggi e sulla genesi della copertina:

«La vera protagonista del libro è la città di New York che diventa capitale culturale del mondo nel 1940 e credo che lo sia tutt’ora. Una città popolata da persone in parte autentiche, accanto alle quali ho messo figure inventate. Queste ultime compensano i personaggi malvagi e negativi, o quanto meno molto ambigui, realmente esistiti. Questo conduce a un quadro molto cupo, ma c’è sempre uno spiraglio di luce che porta alla redenzione.

La copertina è una fotografia autentica ed è l’ultima foto del Titanic. C’è una storia straordinaria attorno a questa foto, scattata da un sacerdote gesuita che si chiamava Francis Brown, un fotografo dilettante che si imbarcò sul Titanic a Southampton e che, prima di fare la traversata, fece tappa in Irlanda. Una volta in Irlanda il padre provinciale del suo ordine gli mandò un fonogramma con l’intimazione di scendere subito dalla nave perché la sua missione era un’altra. Malinconicamente abbandonò il Titanic e prima che la nave si allontanasse scattò questa foto in cui è racchiuso tutto il libro».

La serata si è conclusa con un breve intervallo di domande sul cinema e sulla musica rivolte ad Antonio Monda dal fratello Andrea, prima della consegna ufficiale del sigillo della città di Cosenza a entrambi i fratelli Monda da parte del Sindaco Franz Caruso.

Redazione

Seguici su

Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Il Primo Cittadino esprime profondo dolore per la perdita del noto penalista, definendolo un punto...
Terremoto a Roggiano
Terzo evento sismico in otto giorni nella provincia di Cosenza. L'INGV localizza l'ipocentro a 9...
Quadro meteorologico caratterizzato da rovesci nelle prime ore e temperature fino a 26°C. Ventilazione debole...

Altre notizie

Altre notizie