La crisi dell’azienda di trasporto pubblico urbano AMACO continua a rimanere al centro del dibattito politico cosentino. Sul delicato dossier, che mette a rischio il futuro dei servizi minimi di mobilità e la stabilità occupazionale di decine di famiglie, si registra l’intervento formale e approfondito del Partito Democratico cittadino.
Il Circolo PD Cosenza “Marica Zuccarelli” ha diffuso una nota ufficiale in cui viene analizzato il percorso storico e gestionale che ha condotto al crac della società in house, evidenziando le criticità dell’azione amministrativa e delineando le tappe ritenute necessarie per scongiurare un definitivo trauma sociale ed economico per l’area urbana.
La dichiarazione integrale del PD Cosenza
Di seguito si riporta integralmente la nota ufficiale trasmessa dal Circolo PD Cosenza “Marica Zuccarelli”:
«La vicenda AMACO rappresenta una delle pagine più difficili della storia amministrativa recente della città di Cosenza. Una crisi che coinvolge lavoratori, cittadini, creditori e l’intero sistema del trasporto pubblico locale dell’area urbana. Il fallimento di AMACO costituisce il risultato finale di anni di gestione impropria e di assenza di una vera strategia industriale. Le responsabilità principali vanno senz’altro individuate nella precedente amministrazione comunale di centrodestra che, oltre a determinare il dissesto dello stesso ente Comune, non è riuscita a garantire equilibrio economico e controllo gestionale, né a dare prospettive di sviluppo all’azienda.
Il circolo del PD, sin dall’insediamento dell’amministrazione Caruso, aveva evidenziato il rischio che il dissesto finanziario avrebbe manifestato i suoi effetti inevitabilmente durante la nuova consiliatura. Su AMACO sarebbe stato necessario quindi intervenire rapidamente per determinare un’azione interruttiva del processo che ha poi condotto alla dichiarazione di fallimento da parte del tribunale. In molti passaggi il Comune, come socio unico di AMACO, è apparso più come spettatore che protagonista, rinunciando ad esercitare fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo politico e strategico e di interlocutore autorevole con la Regione. Nulla è stato fatto verso la Regione sulla base dell’indirizzo che lo stesso Consiglio comunale aveva deliberato su proposta della presidenza della commissione consiliare competente.
Un’assenza e una passività che si sono ancor più manifestate durante una fase che ha visto svolgere tre procedure pubbliche avviate dalla Curatela fallimentare. Nessuna iniziativa di tipo istituzionale che avrebbe dovuto comunque promuovere l’interesse di avviare una nuova fase aziendale e vigilare, soprattutto quando finalmente sembrava profilarsi, nelle settimane scorse, una proposta che potesse essere in grado di contemperare le esigenze dei lavoratori, dei creditori e della continuità del servizio. Una proposta che, pur in presenza di alcune criticità, avrebbe potuto costituire una concreta possibilità per evitare ulteriori aggravamenti della crisis e sperimentare nel contempo un servizio del trasporto pubblico locale integrato e a gestione unitaria nell’area urbana.
A questo proposito, la stessa rigidità sindacale che ha respinto ogni possibilità di accordo è stata anche probabilmente dovuta a una mancata assunzione di concreti impegni e garanzie istituzionali circa le prospettive e le garanzie dei lavoratori. Le organizzazioni sindacali in realtà sono state lasciate sostanzialmente sole ad affrontare una vertenza estremamente difficile.
In ogni caso, prima che precipiti irreversibilmente la crisi aziendale e prima del compimento della procedura fallimentare, il Circolo PD di Cosenza auspica una ripresa del confronto tra gli attori protagonisti, responsabili ed operativi del servizio di trasporto nell’Ambito di Area urbana (ormai divenuto operativo): Regione Calabria, Curatela fallimentare, Organizzazioni Sindacali, rappresentanze dei lavoratori e il Consorzio Autolinee TPL. L’obiettivo deve essere quello di addivenire, prima che partano licenziamenti collettivi e vendita atomistica, alla definizione di una proposta condivisa che consenta di salvaguardare i livelli occupazionali, garantire il servizio ai cittadini, tutelare i creditori e accompagnare senza traumi sociali il superamento della crisi per guardare ai futuri affidamenti del servizio con serenità e competitività.
Sullo sfondo resta infatti il tema strategico della futura gestione dei servizi di trasporto pubblico locale dell’area urbana e della possibile costituzione di un nuovo soggetto pubblico-privato in vista delle probabili procedure concorsuali che, a normativa vigente, dovranno espletarsi in virtù della scadenza degli attuali affidamenti diretti prevista per il 31 dicembre 2026».
Lo scenario futuro: la scadenza del 2026
La presa di posizione del Partito Democratico pone l’accento non solo sulle responsabilità politiche retroattive, ripartite tra i passati assetti di centrodestra e le more gestionali della giunta in carica, ma lancia un monito sulla pianificazione a lungo termine. Il riferimento temporale della scadenza degli affidamenti diretti, fissata per il 31 dicembre 2026, rappresenta lo snodo cruciale entro cui l’intera provincia e la Regione Calabria dovranno ridisegnare i bandi di gara, nei quali il destino degli ex assetti strutturali di AMACO potrebbe trovare una definitiva, o parziale, ricollocazione industriale.
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