La carenza di infrastrutture adeguate per l’abbattimento delle barriere architettoniche presso lo scalo ferroviario di Castiglione Cosentino-Quattromiglia è al centro di una formale segnalazione inviata a Rete Ferroviaria Italiana (RFI). L’iniziativa parte dai consiglieri comunali di minoranza del Comune di Rende, Marco Saverio Ghionna e Gianluca Garritano, i quali hanno trasmesso una Posta Elettronica Certificata (PEC) ai vertici della società di gestione della rete, indirizzandola per conoscenza anche a Trenitalia e al Dipartimento Lavori Pubblici della Regione Calabria.
Al centro della denuncia vi è l’impossibilità, per le fasce di utenza a mobilità ridotta, di accedere in autonomia ai binari successivi al primo. Attualmente, infatti, il collegamento è garantito esclusivamente da un sottopasso pedonale dotato di scale fisse, in totale assenza di ascensori, rampe idonee, piattaforme elevatrici o impianti servoscala. Una simile configurazione logistica arreca gravi disagi strutturali non solo ai passeggeri con disabilità motorie, ma anche a cittadini anziani, famiglie con passeggini e viaggiatori con bagagli ingombranti.
I consiglieri Ghionna e Garritano hanno posto particolare enfasi sulle ripercussioni quotidiane di tale criticità strutturale:
«La situazione diventa ancora più critica quando i treni vengono instradati sui binari 2, 3 o successivi, costringendo di fatto una parte dell’utenza a rinunciare al servizio o ad affrontare percorsi difficoltosi e potenzialmente pericolosi».
Attraverso la missiva, i rappresentanti istituzionali hanno sollecitato RFI a effettuare una verifica immediata degli standard di accessibilità dell’impianto di Castiglione Cosentino e a pianificare interventi strutturali mirati all’installazione di moderni sistemi di risalita meccanizzati.
In attesa dei tempi tecnici necessari alla progettazione e alla messa in opera di eventuali lavori di adeguamento, il documento programmatico suggerisce l’adozione di soluzioni organizzative transitorie e immediate. Tra le proposte avanzate figurano la rimodulazione del traffico ferroviario – per garantire la priorità di utilizzo del primo binario ai treni a maggiore frequentazione da parte di utenza fragile – e l’attivazione di presidi di assistenza dedicati in stazione.
L’azione ispettiva si inserisce in un quadro più ampio di tutela dei servizi minimi essenziali, come rimarcato in conclusione dagli stessi esponenti politici:
«L’accessibilità del trasporto ferroviario è un diritto e non può essere considerata un optional. Ci auguriamo un riscontro rapido e concreto da parte di RFI e della Regione Calabria, e continueremo a vigilare affinché questa segnalazione non resti inascoltata».
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