La provincia di Cosenza si appresta a ricevere il contingente più corposo di nuove forze dell’ordine in Calabria. A partire dal prossimo mese di agosto, saranno 48 i nuovi poliziotti che prenderanno servizio sul territorio cosentino, nell’ambito di un piano di potenziamento nazionale che per la Calabria prevede in totale 139 unità.
La vera svolta della manovra risiede però nella strategia di distribuzione: il Governo ha deciso di puntare con decisione sulla sicurezza di prossimità. Per questa ragione, la stragrande maggioranza dei nuovi agenti non rimarrà nel capoluogo, ma andrà a presidiare le aree più periferiche e complesse della provincia.
I dati numerici evidenziano una scelta netta a favore dei territori: 48 poliziotti totali assegnati alla Questura di Cosenza (la quota più alta dell’intera regione). 41 agenti (oltre l’85% del totale provinciale) saranno immediatamente trasferiti e impiegati nei Commissariati di provincia. Solo 7 unità rimarranno a rinforzare gli uffici centrali della Questura del capoluogo.
A confermare la centralità di questa operazione è il sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, che ha sottolineato come l’invio di ben 41 operatori nei Commissariati cosentini rappresenti «un ulteriore e concreto investimento sul rafforzamento della presenza dello Stato nei territori», garantendo una risposta immediata nei punti di contatto più diretti tra istituzioni e cittadini.
Questa massiccia assegnazione periferica risponde a una precisa esigenza geopolitica e criminale del territorio. La provincia di Cosenza è, per estensione, una delle più vaste d’Italia, caratterizzata da aree geograficamente distanti e difficili da pattugliare.
L’innesto di nuove forze nei Commissariati distaccati accende i riflettori su zone calde come lo Jonio cosentino e la Sibaritide. Si tratta di territori vasti e complessi, spesso esposti a forti tensioni sociali e alle pressione della criminalità organizzata, dove il tema della sicurezza si intreccia quotidianamente con quello della tenuta dei servizi pubblici. Più uomini nei Commissariati significa, concretamente, più pattuglie su strada, maggiore prevenzione, tempi di risposta più rapidi e un controllo più capillare.
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