Crisi Amaco, il Consorzio Autolinee Tpl rompe il silenzio: «Proposta concreta per occupazione e sviluppo»

Il presidente Rocco Mario Carlomagno ricostruisce le tappe della trattativa e rilancia sul progetto integrato di mobilità nell’area urbana di Cosenza, Rende e Castrolibero: «Spiace non aver colto le possibilità di rilancio»

Amaco

A seguito dell’intervento dell’assessore regionale ai Trasporti, Gianluca Gallo – che ha ribadito la disponibilità della Regione a riprendere l’iter sulla vicenda Amaco con l’obiettivo prioritario di tutelare il servizio pubblico locale e i livelli occupazionali – interviene Rocco Mario Carlomagno, presidente del Consorzio Autolinee Tpl, per fare chiarezza sugli ultimi passaggi negoziali.

Carlomagno ripercorre il percorso avviato nel marzo 2026, quando il Consorzio è risultato aggiudicatario, a seguito di una procedura di evidenza pubblica indetta dalla Curatela giudiziale della fallita Amaco Spa, del ramo d’azienda Tpl con una previsione di assorbimento iniziale di 95 unità. «Si è dato luogo a ben sette diversi incontri di esame congiunto con le Organizzazioni sindacali e le Rappresentanze dei lavoratori», spiega il presidente, sottolineando il costante impegno profuso dai soci del Consorzio per giungere a un’intesa.

Il punto di svolta, secondo la ricostruzione del presidente, è stato raggiunto il 16 giugno scorso. In quella data, il Consorzio ha formulato una proposta finale, con oneri interamente a carico aziendale, che prevedeva l’assorbimento dell’intero bacino lavorativo per un totale di 108 unità. L’offerta includeva, dunque, anche il personale non strettamente afferente al ramo Tpl, assecondando così le richieste avanzate dalle sigle sindacali e dalle istituzioni.

«L’assorbimento degli ulteriori lavoratori sarebbe avvenuto attraverso una nuova società, partecipata al 100% dal Consorzio, garantendo il mantenimento dei medesimi trattamenti economici, retributivi e normativi», precisa Carlomagno. Tale soluzione, aggiunge il presidente, avrebbe consentito la piena applicabilità della clausola sociale, per la quale il Comune di Cosenza aveva già previsto l’inserimento nella gara per l’affidamento dei parcheggi a pagamento.

Tuttavia, il confronto si è arenato. Come sottolineato da Carlomagno, le Organizzazioni sindacali, fatta eccezione per la Fit-Cisl, hanno formalizzato la propria indisponibilità a proseguire la trattativa con una nota del 23 giugno. Una chiusura giunta al termine di un esame congiunto, conclusosi negativamente lo scorso primo luglio, senza che, secondo il presidente, siano state fornite spiegazioni esaustive in merito alle ragioni normative o contrattuali che hanno impedito l’accordo.

Guardando al futuro, Carlomagno rivendica la visione strategica alla base dell’operazione: «L’intento del Consorzio era quello di valorizzare l’azienda nel suo complesso, di coinvolgerne le competenze professionali per innescare un processo di crescita e sviluppo nel tempo». Una visione che trova conferma, a detta del presidente, nell’intesa raggiunta dai comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero per l’avvio del progetto Brt (Bus Rapid Transit).

«Le odierne determinazioni dei Comuni dell’area urbana confermano la validità dell’iniziativa del Consorzio, che già oggi è l’operatore principale nel settore», conclude Carlomagno. «Il nostro obiettivo è l’integrazione della rete dei servizi per un concreto rilancio di una realtà in stato di fallimento, con ricadute positive in termini sociali ed occupazionali. Spiace che non si sia colto lo spirito della nostra proposta e le concrete possibilità di rilancio».

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