Presentato a Rende il progetto Time To Care

Il percorso, che è aperto anche ad altre famiglie, inizierà il 9 luglio a partire dalle 16

Rivolgersi allo psicologo (o, comunque, a una figura specializzata) non serve solo per curare un disagio, ma è, spesso, un metodo efficace per prevenire situazioni potenzialmente gravi. Specie nella vita familiare.

Proprio in quest’ottica, l’Ambito territoriale sociale n° 2, che fa capo a Rende, ha avviato il progetto Time to Care-Family Care, finanziato dall’Annualità 2021 del Fondo Politiche della Famiglia.

L’iniziativa è stata presentata la mattina dell’8 luglio nel Salone di Rappresentanza del Municipio in una conferenza affollata, a cui hanno partecipato l’Assessore al Welfare del Comune di Rende, Dottoressa Daniela Ielasi, il Sociologo dell’Ats 2 Dottor Davide Franceschiello, la Dirigente del Settore Welfare del Comune di Rende, Dottoressa Adele Sauro, e il Sindaco di Castiglione Cosentino, Salvatore Magarò.

Durante il dibattito sono emerse le testimonianze di alcuni genitori che manifestato la propria fiducia in Time to Care. grazie a questo progetto, le famiglie residenti nell’Ats 2 possono ottenere consulenze gratuite o, più semplicemente, confrontarsi con specialisti per gestire al meglio i rapporti familiari a tutti i livelli, a partire da quelli affettivi, emotivi e – quindi – educativi.

Quest’esigenza, ha spiegato l’Assessore Ielasi, emerge soprattutto oggi, «poiché la famiglia tradizionale si è sfaldata e le vecchie reti di assistenza nei gruppi parentali non esistono più». Adesso, infatti, «ci si confronta con realtà nuove e imprevedibili, come le famiglie allargate e monogenitoriali, che vanno comprese e, ovviamente, assistite al meglio».

Infine, ha spiegato ancora l’Assessore, «una semplice consulenza o un semplice confronto, oggi aiuta a gestire meglio la propria situazione familiare. Ma può aiutare anche a far emergere problemi che, se trascurati, possono creare forti disagi».

I Comuni e, più in generale gli Enti Territoriali, «oggi sono in prima fila in questi percorsi, perché il Welfare universale è in crisi, in seguito allo sfaldamento dello Stato Sociale. Ora tocca a noi, amministratori dei territori, gestire politiche di prossimità per il bene dei cittadini», ha concluso l’Assessore Ielasi.

A quest’iniziativa, che si svolge nei locali del Centro per la Famiglia di Quattromiglia, hanno aderito al momento dieci famiglie, che saranno seguite da quattro specialisti: due psicologi e due educatori.

Il percorso, che è aperto anche ad altre famiglie, inizierà il 9 luglio a partire dalle 16.

Redazione

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