Entra nelle fasi cruciali il processo d’appello per l’omicidio di Donato “Denis” Bergamini, il calciatore del Cosenza ucciso il 18 novembre 1989 lungo la Statale 106 Jonica, a Roseto Capo Spulico.
Il prossimo 9 luglio i riflettori torneranno ad accendersi nell’aula della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro per l’arringa della difesa, rappresentata dagli avvocati Angelo Pugliese e Cataldo Intrieri. L’udienza, inizialmente fissata per l’11 giugno, era slittata a causa dello sciopero nazionale indetto dalle Camere Penali.
Il passaggio della difesa segue la durissima requisitoria dello scorso 26 maggio, durante la quale il pubblico ministero di Castrovillari, Luca Primicerio (applicato come sostituto procuratore generale), ha chiesto un significativo inasprimento della pena per l’unica imputata, Isabella Internò.
L’ex fidanzata del calciatore, accusata di essere l’istigatrice e la co-esecutrice del delitto, era stata condannata in primo grado a 16 anni di reclusione dalla Corte d’Assise di Cosenza. Al termine di un intervento durato oltre due ore, il pm ha invece richiesto una condanna a 23 anni di carcere, riformulando la richiesta che l’accusa aveva già avanzato nel primo grado di giudizio.
Per la sentenza definitiva e le eventuali repliche delle parti si dovrà invece attendere la fine della pausa estiva.
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