Alta Velocità in Calabria, lo stallo dei finanziamenti accende il dibattito politico

Il governatore Occhiuto ammette i ritardi e propone un piano di lobbying a Bruxelles per recuperare un miliardo di euro tramite i fondi europei per la sicurezza

Il dibattito sullo sviluppo infrastrutturale del Mezzogiorno torna a farsi incandescente in Calabria, ponendo al centro dell’agenda politica il destino della rete ferroviaria ad Alta Velocità. Nonostante le dichiarazioni improntate all’ottimismo da parte delle parlamentari della Lega, Simona Loizzo e Tilde Minasi, la concretezza del mega-progetto rimane vincolata a nodi finanziari e progettuali ancora irrisolti.

A della delineare un quadro più aderente alla realtà è stato lo stesso presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Nel corso di una recente intervista rilasciata a SkyTg24, il governatore ha riconosciuto apertamente che l’Alta Velocità non ha ancora raggiunto il territorio calabrese, rimandandone la piena discussione ai prossimi anni. Una presa di posizione pragmatica che, se da un lato si discosta dalle narrative più ottimistiche della sua stessa maggioranza, dall’altro ha sollevato immediate reazioni e critiche da parte delle opposizioni di centrosinistra.

Per rispondere alle polemiche e rilanciare l’azione di governo, Occhiuto ha riproposto una strategia già delineata durante la campagna elettorale per le regionali: l’attivazione di un canale diretto con l’Unione Europea per ottenere un finanziamento straordinario di almeno un miliardo di euro. Tale somma risulterebbe indispensabile, al netto dei rincari delle materie prime, per garantire il prolungamento della linea ferroviaria almeno fino a Praia a Mare, la porta d’ingresso settentrionale della regione.

La criticità principale risiede nella genesi dei finanziamenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Come spiegato dal governatore, le risorse europee straordinarie sono state indirizzate esclusivamente verso quelle tratte che disponevano già di una progettazione definitiva, escludendo di fatto la Calabria da questa prima tranche a causa di storici ritardi tecnici. La soluzione ipotizzata dalla Cittadella regionale prevede ora un’azione di lobbying istituzionale presso la Commissione Europea, di concerto con il ministro Raffaele Fitto, per attingere ai fondi destinati al “Dual Use” (infrastrutture a duplice uso civile e militare), orientando le risorse della sicurezza verso il potenziamento dei trasporti.

I dati emersi dall’ultimo Documento di Finanza Pubblica (Dfp) confermano l’entità della sfida: a fronte di un fabbisogno complessivo considerevole, mancano all’appello oltre 18,2 miliardi di euro per completare l’intera opera fino a Reggio Calabria. Lo Stato ha attualmente stanziato 12,1 miliardi (compresi i fondi blindati del Piano complementare), cifre che non coprono nemmeno la tratta iniziale fino a Praia a Mare. Al momento, l’unico intervento infrastrutturale che registra scadenze definite da parte di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), con orizzonte fissato al 2032, riguarda il raddoppio della galleria Santomarco sulla linea Cosenza-Paola, progetto che include anche la realizzazione della nuova stazione di Montalto Uffugo.

Redazione

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