Contestazione a Rende: la dura nota degli Ultras 1981 contro i nuovi club e le “false bandiere”

I tifosi organizzati blindano la tradizione biancorossa, rigettano le neonate realtà calcistiche e lanciano un monito alla politica locale.

Si accende il dibattito sportivo e identitario attorno al futuro del calcio nella città di Rende. Attraverso una nota ufficiale, la tifoseria organizzata del gruppo “Ultras Rende 1981” ha preso una netta e ferma posizione di contestazione nei confronti della recente fondazione di due nuove realtà calcistiche cittadine, l’Asd City Rende e l’Atletico Rende, censurando duramente sia le loro dichiarate finalità sia le figure individuate dalla stampa come promotori.

I sostenitori storici hanno espresso aperto scetticismo verso i due progetti, accusati di appropriarsi indebitamente della tradizione e dei simboli cromatici della storica compagine locale al solo scopo di legittimarsi agli occhi della comunità e delle istituzioni democratiche.

Il comunicato integrale dei tifosi

Di seguito viene riportata integralmente e fedelmente la dichiarazione diffusa dal direttivo del gruppo ultras:

«Apprendiamo, non senza stupore, la “nascita” di una associazione sportiva che porta il nome della nostra città e che, a quanto si legge, sarebbe “capitanata” da una persona che viene definita dalla stampa “ex bandiera biancorossa”. Anzi addirittura sono 2: City Rende e Atletico Rende, che millantano tradizioni, passione ed amore che non hanno. Ancor di più si fregiano di essere bandiere solo per aver scelto, guarda caso, i colori bianco rossi. Senza giri di parole facciamo subito chiarezza; le “bandiere” del calcio biancorosso sono ben altre e sicuramente non dimentichiamo chi, nel campionato 2007/2008 non esitò un solo momento a “saltare il fosso” affiancando coloro che scipparono il titolo sportivo della nostra città per portarlo oltre Campagnano.

Altro che amore verso i nostri colori, l’impressione è quella di essere davanti a qualcuno che persegue il proprio interesse economico cercando di “ingraziarsi” l’amministrazione comunale, appoggiato magari da qualche “personaggio in cerca d’autore” di Pirandelliana memoria.

Sappiamo bene chi ha il Rende e la Città di Rende nel cuore; ci riferiamo a colui che, con mille difficoltà, solo un paio d’anni fa ha impedito che il nostro titolo sportivo finisse nella città di Corigliano. Ed è proprio da qui che dobbiamo ripartire. Via i mercanti dal tempio! Ps: I colori della nostra città sono il BIANCO ed il ROSSO, l’amaranto lasciamolo alla Reggina».

I motivi della frattura storica

La dura reazione della curva rendese affonda le proprie radici in passate e dolorose vicende societarie, con esplicito riferimento agli eventi della stagione calcistica 2007/2008, un’annata segnata dal trasferimento del titolo sportivo originario fuori dai confini comunali. Ai protagonisti di quelle scissioni viene oggi contestato il tentativo di accreditarsi come simboli del garantismo sportivo locale.

Allo stesso modo, la tifoseria evoca un tentativo di speculazione economica e di posizionamento politico nei confronti dell’amministrazione comunale, finalizzato all’ottenimento di spazi o patrocini. Al contrario, la linea tracciata dagli Ultras individua come unico e legittimo punto di ripartenza la dirigenza che, in tempi recenti, ha evitato il trasferimento del titolo calcistico verso Corigliano, blindando di fatto la sopravvivenza del calcio rendese. Un monito finale, non privo di valenza simbolica, viene infine lanciato sul rispetto rigoroso dell’identità cromatica: per la piazza di Rende gli unici colori ammessi restano storicamente il bianco e il rosso.

Redazione

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