L’organizzazione dei centri estivi nel territorio comunale non dipende da omissioni o mancanze della macchina amministrativa locale, bensì dalle tempistiche di ripartizione delle risorse da parte delle istituzioni centrali. È quanto precisato dall’assessore al Welfare del Comune di Cosenza, Veronica Buffone, in merito alle recenti sollecitazioni espresse dalla consigliera comunale di minoranza Bianca Rende.
Secondo la ricostruzione della delegata alle politiche sociali, il decreto del Dipartimento per le politiche della famiglia – provvedimento propedeutico e vincolante che stabilisce lo stanziamento dei fondi spettanti ai singoli enti locali – è stato formalizzato e sottoscritto soltanto lo scorso 17 giugno. Di conseguenza, gli uffici comunali hanno immediatamente attivato le procedure amministrative necessarie per l’avvio dei servizi non appena ottenuto il quadro finanziario di riferimento.
L’amministrazione ha respinto le accuse di una presunta disattenzione verso le fasce deboli, ribadendo come i criteri di programmazione integrino stabilmente la presenza di operatori professionali dedicati all’assistenza dei minori con disabilità, conformemente agli obblighi di legge e alle linee programmatiche del settore. I servizi prevedono inoltre l’esenzione totale dai costi di iscrizione per i nuclei familiari in condizioni di fragilità economico-sociale.
Sul fronte dei progetti collaterali, l’assessorato ha confermato la continuità del supporto alle attività estive della locale Città dei Ragazzi attraverso contributi mirati all’inclusione, oltre ad evidenziare le iniziative socio-educative ad accesso gratuito avviate nei mesi invernali e durante il periodo natalizio per la fascia d’età tra i 5 e i 14 anni. L’ente ha infine rimarcato come la reale criticità risieda nella strutturale insufficienza dei trasferimenti statali, che impedisce una programmazione pluriennale e continuativa, auspicando una consultazione preventiva tra le forze politiche e gli uffici tecnici prima della diffusione di notizie suscettibili di generare ingiustificato allarme tra la cittadinanza.
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