Trasporto pubblico Cosenza, salta l’accordo ex Amaco: il Consorzio Autolinee rinuncia all’acquisizione?

Rottura totale tra sindacati e società aggiudicataria sul nodo del bacino occupazionale. Il 1° luglio la firma del mancato accordo in Confindustria

Il percorso di stabilizzazione del trasporto pubblico locale (Tpl) nella città di Cosenza subisce una brusca interruzione. Nonostante l’aggiudicazione formale del ramo d’azienda siglata nel marzo 2026 dal Consorzio Autolinee TPL S.r.l. per un valore di 2,1 milioni di euro, l’intera operazione di subentro è sull’orlo del definitivo fallimento a causa di posizioni inconciliabili tra la governance aziendale e le parti sociali.

La crisi è emersa formalmente il 23 giugno 2026 attraverso una nota congiunta trasmessa alla curatela fallimentare e alla società acquirente dalle sigle sindacali territoriali e aziendali di FILT CGIL, UIL Trasporti, FAISA Cisal, CONFAIL Faisa, UGL Trasporti e ORSA.

Le contestazioni sindacali: perimetro occupazionale e contratti

I rappresentanti dei lavoratori hanno espresso forte dissenso rispetto alle modalità di assorbimento del personale ipotizzate dall’azienda, rivendicando la linea della salvaguardia totale dei 110 dipendenti in forza all’ex Amaco e il mantenimento delle tutele normative e salariali vigenti.

Al centro della disputa vi è la proposta avanzata dal Consorzio il 16 giugno, che prevedeva una gestione differenziata del personale:

  • Ramo principale (Tpl): L’assorbimento diretto di 95 unità lavorative.

  • Servizi accessori (Aree di sosta): Il trasferimento dei rimanenti 15 dipendenti all’interno di una NewCo societaria di nuova costituzione.

Secondo le organizzazioni sindacali, tale assetto avrebbe configurato una frammentazione del bacino contrattuale, traducendosi in una penalizzazione normativa ed economica per il personale esternalizzato, il quale avrebbe perso le garanzie previste dal CCNL Autoferrotranvieri. Le sigle hanno inoltre lamentato la mancata presentazione di un piano industriale dettagliato e hanno rigettato l’ipotesi di un ricorso alla cassa integrazione per le aree amministrative.

La replica del Consorzio: vincoli di gara e sostenibilità

La risposta del presidente del Consorzio Autolinee, Mario Rocco Carlomagno, giunta il 24 giugno 2026, ha respinto le accuse sindacali, definendo la ricostruzione delle controparti non corrispondente al reale andamento dei fatti.

La dirigenza ha evidenziato come l’originaria offerta d’acquisto fosse vincolata al trasferimento del solo personale strettamente impiegato nelle linee di trasporto, quantificato in un massimo di 95 unità, conformemente ai parametri indicati nello stesso provvedimento del Tribunale. Il Consorzio ha sottolineato come la proposta della NewCo per i servizi accessori rappresentasse uno sforzo extra-procedurale volto proprio a tutelare i restanti 15 lavoratori, escludendo qualsiasi ipotesi di dumping contrattuale e rivendicando la responsabilità sociale dell’operazione.

Verso il verbale di mancato accordo

Preso atto del rifiuto sindacale, la presidenza del Consorzio ha annunciato il ritiro della disponibilità al subentro, dichiarando decaduto ogni obbligo formale per la mancata concretizzazione delle condizioni necessarie al trasferimento aziendale.

Le parti sono state ufficialmente convocate il 1° luglio 2026 presso la sede di Confindustria Cosenza per la sottoscrizione formale del verbale di mancato accordo. Con il ritiro dell’unico investitore, la gestione del servizio di mobilità urbana dell’area cosentina torna a dipendere esclusivamente dalle determinazioni della liquidazione giudiziale, riaprendo uno scenario di forte incertezza per l’utenza e per i 110 dipendenti della storica azienda cittadina.

Redazione

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