Omaggio a Tonino Sicoli: apre la mostra al Museo del Presente

A Rende l’inaugurazione celebra il critico d’arte con un percorso espositivo tra rivoluzione artistica, memoria culturale e testimonianze istituzionali

Al Museo del Presente di Rende è stata inaugurata la mostra “Omaggio a Tonino Sicoli. Tra Rivoluzione e Ritorno. L’arte italiana dalla svolta degli anni Venti alla dialettica tra Astrattismo e Realismo”, un progetto espositivo dedicato alla memoria del critico d’arte scomparso cinque anni fa. L’iniziativa resterà aperta al pubblico fino al 31 luglio e propone un percorso che attraversa alcune delle principali trasformazioni dell’arte italiana del Novecento, dal periodo bellico fino agli anni Sessanta.

L’esposizione si inserisce in una più ampia riflessione sul ruolo della critica e della divulgazione artistica nel territorio calabrese, con particolare riferimento all’attività svolta da Sicoli nella promozione culturale locale e nazionale. La mostra si configura anche come prosecuzione ideale di due precedenti rassegne ospitate nello stesso museo, dedicate al Primo e al Secondo Novecento.

Durante l’inaugurazione, il sindaco di Rende, Sandro Principe, ha sottolineato il valore del contributo umano e culturale del critico, definendolo “un pioniere e una persona coraggiosa impegnata in una missione complessa”. Nel suo intervento è stato richiamato anche il tema della memoria pubblica, con un riferimento simbolico alla tradizione letteraria di Ugo Foscolo e alla necessità, da parte delle istituzioni, di preservare il ricordo delle figure di rilievo culturale.

Il primo cittadino ha inoltre ricordato il ruolo delle politiche culturali cittadine nella crescita di Rende, con particolare riferimento alla nascita del Museo Civico e del MAON (Museo d’Arte dell’Otto e Novecento), strutture che hanno rappresentato punti di riferimento per numerose iniziative artistiche. Tra queste viene citata la celebrazione del centenario del Futurismo nel 2009, con una mostra dedicata a Umberto Boccioni, considerata un evento di rilievo nel panorama culturale locale.

Un ulteriore elemento evidenziato riguarda il contributo dell’Associazione Achille Capizzano, impegnata nella promozione e continuità delle attività artistiche e formative, con funzioni sia espositive che didattiche.

Il dibattito inaugurale è stato coordinato dal direttore del Polo Museale di Rende, Roberto Sottile, che ha anche condiviso un ricordo personale di Tonino Sicoli, di cui fu allievo. Sottolineando la natura del progetto espositivo, Sottile ha spiegato come la mostra si concentri su un arco temporale preciso della produzione artistica italiana, integrando e completando precedenti percorsi curatoriali dedicati al Novecento.

Tra le testimonianze raccolte durante l’evento figura quella dell’architetto Antonio Coscarella, presidente del CdA del MAON, che ha evidenziato il forte legame tra Sicoli e le istituzioni culturali locali, sottolineando il suo ruolo nella diffusione dell’arte contemporanea in Calabria e nella formazione di nuove generazioni di critici e operatori culturali. In questo contesto viene richiamato anche il riferimento al libro “La restanza” di Vito Teti, che analizza il rapporto tra territorio e permanenza culturale.

Un ulteriore contributo è arrivato da Giuseppe Chiarello, presidente del Centro Studi Arte di Bologna, che ha ricordato le collaborazioni avviate con Sicoli per la promozione di artisti calabresi fuori regione, in particolare nel contesto bolognese. Il suo intervento ha evidenziato la continuità dell’eredità culturale del critico attraverso progetti, opere e relazioni artistiche consolidate nel tempo.

Il professor Luigi Magli ha invece offerto una lettura storica del contesto artistico regionale, ricordando come l’attività di Sicoli abbia contribuito a superare una fase definita di “strapaese”, caratterizzata da un isolamento culturale e da una limitata apertura verso i circuiti artistici nazionali.

Nel complesso, la mostra al Museo del Presente si configura come un percorso espositivo e commemorativo che intreccia storia dell’arte, memoria istituzionale e valorizzazione territoriale, restituendo il profilo di una figura centrale per lo sviluppo culturale della città di Rende e del contesto calabrese.

Redazione

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