Festa della Musica 2026 a Cosenza: maratona di 7 ore al Museo dei Brettii e degli Enotri

Sette ore di musica continua tra i reperti archeologici del centro storico: così la città vecchia celebra la 32ª edizione della manifestazione nazionale insieme ai giovani talenti del territorio

La Festa della Musica 2026 torna a far vibrare il cuore del centro storico di Cosenza. Domenica 21 giugno, dalle ore 17:00 fino alla mezzanotte, il Museo dei Brettii e degli Enotri ospiterà una maratona musicale continua di sette ore. Protagonisti assoluti dell’evento saranno gli studenti del Conservatorio Statale di Musica “Stanislao Giacomantonio”, che guideranno il pubblico in un suggestivo percorso di ascolto, trasformando le sale del museo in uno spazio vivo, aperto e contaminato da repertori differenti.

Una grande manifestazione culturale, nazionale e internazionale, che si tiene ogni anno il 21 giugno in concomitanza con il solstizio d’estate. Nata in Francia nel 1982, l’iniziativa si è diffusa in tutta Europa con l’obiettivo di promuovere la pratica della musica dal vivo e favorire la partecipazione culturale spontanea dei cittadini.

La 32ª edizione italiana, promossa dal Ministero della Cultura, quest’anno è dedicata al tema “La voce dei Luoghi”. L’obiettivo è portare la musica al di fuori dei contesti tradizionali, invadendo piazze, borghi, musei e siti archeologici. Secondo le linee guida del Ministero, l’edizione 2026 esplora proprio il legame intimo tra ambiente e produzione artistica: ogni spazio possiede un’identità sonora e un’acustica uniche che la musica può valorizzare.

A Cosenza questo principio si traduce perfettamente nella scelta del Museo dei Brettii e degli Enotri, un luogo che custodisce tremila anni di storia del territorio.

Il fulcro dell’appuntamento cosentino sarà il complesso monumentale di Sant’Agostino, nel centro storico, sede del Museo dei Brettii e degli Enotri. Il museo vanta una delle collezioni archeologiche più importanti della Calabria, con reperti che documentano la storia delle antiche civiltà locali dall’età del ferro fino all’epoca romana.

Dalle 17:00 alla mezzanotte, i visitatori potranno muoversi tra i reperti archeologici accompagnati dalle esibizioni degli studenti del Conservatorio, strutturate come un flusso sonoro continuo capace di legare epoche, stili e sensibilità diverse.

Redazione

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