A Rende si riaccende il confronto politico sulle scelte urbanistiche dell’amministrazione comunale, con particolare riferimento al Piano Urbanistico Attuativo (PAU) Palleca e più in generale alla gestione della pianificazione territoriale. Il tema è stato riportato all’attenzione dopo l’ultimo consiglio comunale, nel quale è stato registrato il voto contrario della consigliera Rossella Gallo, esponente del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle – Sinistra per Rende.
Secondo quanto evidenziato dal gruppo consiliare, le recenti decisioni in materia urbanistica sarebbero state frequentemente giustificate attraverso un ricorso prevalente a valutazioni tecniche, con una conseguente riduzione dello spazio riservato alla scelta politica nella pianificazione del territorio. In questo quadro, viene sottolineato come interventi quali l’housing universitario privato di via Londra e le previsioni volumetriche relative al PAU Palleca siano stati ricondotti a procedure considerate dovute nei confronti dei soggetti privati, con un presunto ridimensionamento del ruolo dell’interesse pubblico.
Nel dibattito viene richiamato anche il principio del “consumo di suolo zero”, indicato in passato come linea guida dell’amministrazione per la pianificazione urbanistica. Secondo la posizione espressa dal gruppo consiliare, tale indirizzo risulterebbe non sempre coerentemente applicato nelle scelte concrete di trasformazione del territorio, che vengono invece descritte come il risultato di automatismi tecnici più che di indirizzi politici espliciti.
Un punto centrale della discussione riguarda la gestione dei PAU scaduti, in particolare il caso Palleca. Viene evidenziato come l’approvazione o l’attuazione di interventi su strumenti urbanistici non più efficaci sia oggetto di contestazione, anche alla luce di orientamenti giurisprudenziali amministrativi che, secondo quanto richiamato nel dibattito, stabiliscono la necessità di riavviare l’iter pianificatorio attraverso nuovi strumenti, in caso di decadenza dei piani attuativi.
In tale contesto, viene sollevata anche la questione dell’eventuale natura sostanzialmente modificativa rispetto al Piano Strutturale Comunale (PSC) che operazioni su PAU non più vigenti potrebbero determinare, pur non configurandosi formalmente come varianti. Resta inoltre aperto il tema dell’urgenza degli interventi, soprattutto considerando che è attualmente in corso l’elaborazione del nuovo PSC.
Ulteriori criticità vengono individuate nella gestione complessiva del territorio e delle infrastrutture urbane. Secondo le osservazioni riportate, l’applicazione di criteri tecnici avrebbe portato a scelte differenti su temi ambientali e infrastrutturali, come il via libera all’abbattimento di alberi considerati di particolare valore e, parallelamente, interventi che avrebbero inciso su percorsi ciclabili finanziati attraverso risorse del PNRR.
Il nodo centrale della discussione rimane quindi il rapporto tra tecnica e indirizzo politico nella gestione urbanistica. La pianificazione del territorio viene richiamata come funzione che non può prescindere da scelte strategiche e visioni di sviluppo condivise, soprattutto in una fase in cui il Comune è impegnato nella definizione del nuovo quadro pianificatorio.
In questo scenario, viene posta l’attenzione sulla necessità di maggiore chiarezza nelle linee di indirizzo urbanistico e nella comunicazione delle strategie di governo del territorio, con l’obiettivo di garantire trasparenza sui processi decisionali e sulle prospettive di sviluppo urbano della città.
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