Inchiesta corruzione in Calabria: chiesta la proroga delle indagini per il governatore Occhiuto

La Procura di Catanzaro ha depositato l'istanza al GIP. Il procedimento coinvolge anche l'ex amministratore di Ferrovie della Calabria, Ernesto Ferraro, e il manager Paolo Posteraro

Nessun provvedimento di archiviazione, per il momento, nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. La Procura della Repubblica di Catanzaro ha infatti formalizzato all’ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) la richiesta di proroga dell’attività investigativa.

Il provvedimento non riguarda solo il governatore, ma si estende anche a:

  • Ernesto Ferraro, già amministratore unico di Ferrovie della Calabria (Fdc);

  • Paolo Posteraro, ex manager di Amaco (azienda di trasporti del Comune di Cosenza), ex socio di Occhiuto ed ex capo della segreteria del sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano.

L’ipotesi di reato contestata dagli inquirenti è quella di corruzione. Qualora il GIP dovesse accogliere l’istanza presentata dal sostituto procuratore Domenico Assumma, le indagini proseguiranno fino al prossimo mese di novembre.

L’origine dell’inchiesta e le ipotesi d’accusa

Il procedimento giudiziario, iscritto nel registro degli indagati nel 2024, era stato reso noto dallo stesso Occhiuto un anno fa tramite i propri canali social. Al centro degli accertamenti della Guardia di Finanza vi sono i rapporti economici e societari intercorsi in passato a Cosenza tra il governatore e Posteraro.

Secondo il quadro delineato dalla Procura, il fulcro del presunto illecito riguarderebbe la nomina di Ferraro al vertice di Ferrovie della Calabria e il successivo conferimento a Posteraro di una consulenza amministrativa da 120.000 euro all’anno, nelle more dell’espletamento di un concorso pubblico per una figura dirigenziale.

Lo scambio di utilità ipotizzato dagli inquirenti

Il decreto di sequestro preventivo emesso nei mesi scorsi — basato sulle indagini che hanno portato al sequestro di smartphone e dispositivi informatici dei coindagati — ipotizza un presunto accordo corruttivo tra Ferraro e Posteraro:

  1. L’atto d’ufficio: Il conferimento della consulenza da 120mila euro a Posteraro da parte di Ferraro.

  2. La presunta contropartita: Ferraro avrebbe ottenuto in cambio l’acquisto di una vettura Maserati Ghibli al prezzo di favore di 16.000 euro e la corresponsione alla moglie di una somma pari a 4.700 euro, formalmente giustificata come compenso per prestazioni lavorative.

Sul fronte procedurale, si registra di recente la decisione della Corte di Cassazione, che ha annullato il decreto di sequestro rinviando gli atti a Catanzaro per una nuova valutazione.

Le reazioni della difesa e i fronti giudiziari aperti

Lo scorso luglio, a margine di un interrogatorio durato circa quattro ore davanti ai magistrati, il presidente Occhiuto si era dichiarato sereno e fiducioso in una rapida definizione della vicenda.

“Credo di aver chiarito ogni presunto addebito, quindi confido in una velocissima archiviazione, nell’interesse della Regione che deve essere amministrata con serenità”, avevano dichiarato il governatore e i suoi legali, gli avvocati Nicola Carratelli e Mario Figliolia.

Successivamente a quel passaggio politico e giudiziario, Occhiuto rassegnò le dimissioni per poi ricandidarsi e ottenere nuovamente la guida della Regione.

Nonostante l’auspicio della difesa per una pronta archiviazione, la richiesta di proroga della Procura mantiene aperto il procedimento calabrese. A questo si aggiunge un secondo fronte giudiziario: la magistratura romana è infatti chiamata a esprimersi su un ulteriore fascicolo, trasferito per competenza territoriale nella Capitale, nel quale il governatore risulta indagato per l’ipotesi di peculato.

Redazione

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