Crisi nel PD cosentino: si dimette il segretario provinciale Matteo Lettieri

La decisione giunge al culmine di una dura contestazione interna e dopo i negativi risultati elettorali registrati a Castrovillari, San Giovanni in Fiore e alla Provincia

Si apre una profonda fase di transizione e ridefinizione degli equilibri interni per la Federazione provinciale del Partito Democratico di Cosenza. Al culmine di un prolungato scontro politico interno, esacerbato dagli esiti delle ultime tornate elettorali sul territorio, il segretario provinciale Matteo Lettieri ha rassegnato formalmente le proprie dimissioni dall’incarico.

La determinazione del massimo dirigente provinciale giunge dopo una serie di insuccessi amministrativi e politici per il centrosinistra dell’area cosentina, tra cui la perdita della guida municipale di Castrovillari dopo un lungo ciclo amministrativo, il mancato insediamento a San Giovanni in Fiore a favore del candidato civico di centrodestra Antonio Barile, il mancato successo nella competizione per la presidenza della Provincia – andata all’esponente di Forza Italia Biagio Faragalli – e il trend negativo registrato nelle scorse consultazioni regionali.

Le motivazioni delle dimissioni di Lettieri

Attraverso una nota ufficiale, il segretario uscente ha motivato il proprio passo indietro evidenziando l’esigenza di avviare un rinnovamento complessivo della struttura partitica locale. Secondo Lettieri, il Partito Democratico a livello provinciale deve inaugurare una stagione di rigenerazione capace di superare le passate dinamiche interne. Il leader dem ha sottolineato che la convivenza costruttiva tra le diverse correnti e sensibilità di una grande forza politica può realizzarsi solo sulla base del rispetto reciproco e della cooperazione attorno a un progetto collettivo.

Lettieri ha dichiarato di aver compiuto la scelta mosso da un profondo senso di responsabilità verso la tutela del partito, manifestando inoltre la propria disponibilità a collaborare nell’immediato per favorire l’individuazione di una nuova figura dirigenziale in grado di guidare la Federazione verso le sfide future.

La dura mozione della minoranza interna

Le dimissioni del segretario sono state precedute da un documento di esplicita sfiducia sottoscritto dall’ala critica del partito, la quale da mesi sollecitava la convocazione dell’assemblea provinciale a norma di statuto. Nel testo, i firmatari hanno mosso rilievi molto severi nei confronti della gestione della segreteria provinciale, definendola caratterizzata da improvvisazione, chiusura e inefficienza strategica.

Tra le principali contestazioni sollevate dalla minoranza interna figurano:

  • La mancata pianificazione e organizzazione strutturata della recente campagna elettorale.

  • La rinuncia a presentare liste o liste competitive nella maggior parte delle competizioni comunali.

  • Il risultato registrato a San Giovanni in Fiore, dove il simbolo del partito si è fermato al 5% delle preferenze.

  • La gestione politica del ballottaggio a Castrovillari, ritenuta inadeguata nel favorire la necessaria convergenza con i movimenti civici.

  • Problemi gestionali e amministrativi interni, come l’assenza di un tesseramento certificato e la mancata approvazione del bilancio.

I promotori della mozione hanno denunciato una condotta politica ritenuta divisiva e autoreferenziale, accusando i vertici uscenti di aver sistematicamente escluso le componenti non allineate alla linea della segreteria.

L’appello ai vertici regionali e nazionali

Alla luce del quadro delineato, i rappresentanti della minoranza provinciale hanno rivolto un appello formale sia al segretario regionale della Calabria, Nicola Irto, sia alla segretaria nazionale, Elly Schlein, chiedendo l’apertura immediata di una fase congressuale straordinaria ed eccezionale fondata sull’inclusione e sull’integrazione di tutte le competenze disponibili sul territorio.

L’obiettivo dichiarato dai sottoscrittori della nota è l’elezione in tempi rapidi di un gruppo dirigente autorevole e ampiamente condiviso. Secondo gli esponenti dem, la ricostituzione delle condizioni minime di agibilità politica risulta un passaggio non differibile per evitare esiti negativi nelle prossime consultazioni politiche generali, salvaguardando così la tenuta elettorale del Partito Democratico calabrese.

Redazione

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