L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di crescita o un rischio concreto per la formazione e l’identità stessa dell’avvocato? È attorno a questo cruciale interrogativo che si è sviluppato il partecipato dibattito promosso da AIGA Cosenza. Più che un classico convegno, l’evento ha offerto un momento di riflessione collettiva sulle trasformazioni che l’innovazione tecnologica sta già imponendo al settore giuridico, riunendo autorevoli esponenti del mondo accademico, delle istituzioni e dell’associazionismo forense.
L’iniziativa si inserisce nel percorso strategico avviato sotto la guida del Presidente di AIGA Cosenza, Giuliano Arabia, finalizzato a posizionare l’associazione come interlocutore di riferimento nei dibattiti destinati a ridisegnare il futuro dell’avvocatura.
I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali dei vertici del settore forense e accademico locale: Claudio De Luca (Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza), Franco Ernesto Rubino (Direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell’Università della Calabria), Ornella Nucci (Coordinatrice della Consulta delle Istituzioni e delle Associazioni Forensi) e Giovanna Zampogna (Coordinatrice AIGA Calabria).
Subito dopo, il confronto è entrato nel vivo toccando gli aspetti tecnici, pratici ed etici della rivoluzione digitale in corso.
Ad analizzare l’orizzonte scientifico è stato il Prof. Andrea Tagarelli, Ordinario di Ingegneria Informatica presso l’Università della Calabria, che ha illustrato le enormi potenzialità dell’IA applicata al settore legale, senza risparmiare un monito sui rischi derivanti da un uso inconsapevole di questi sistemi.
Di forte impatto è stato l’intervento dell’Avv. Roberto Le Pera, Presidente della Camera Penale di Cosenza. Le Pera ha richiamato l’attenzione sulla centralità dello studio sul campo, dell’esperienza e del sacrificio nella costruzione dell’identità del professionista, manifestando forti riserve sull’inserimento di scorciatoie tecnologiche in un percorso che richiede una profonda sensibilità umana e intellettuale.
Da questa riflessione è emerso il fil rouge dell’intero convegno: nessun algoritmo potrà mai sostituire il valore del giudizio umano e della responsabilità professionale.
I lavori hanno poi esplorato i risvolti normativi e quotidiani della tecnologia. L’Avv. Rosa Masi ha affrontato i delicati nodi etici e deontologici legati all’uso dell’IA nella professione, mentre l’Avv. Valerio Zicaro (componente della Commissione per la redazione del Nuovo Codice dei Contratti Pubblici) ha tracciato le prospettive di utilizzo dell’intelligenza artificiale nel processo amministrativo e nel settore pubblico.
A chiudere il cerchio è stato il focus pratico curato da Lorenzo Maccione per Lexroom, che ha mostrato alla platea le applicazioni concrete e gli strumenti di IA già disponibili per ottimizzare l’attività quotidiana degli studi legali.
Il messaggio finale uscito dal confronto di Cosenza è netto. L’intelligenza artificiale diventerà una presenza fissa e pervasiva nell’organizzazione del lavoro legale. Potrà rivelarsi un assistente straordinario per ottimizzare i processi, ma non potrà mai intaccare il cuore della funzione dell’Avvocato: la capacità di interpretare la complessità, comprendere le persone, assumersi la responsabilità delle decisioni e, soprattutto, tutelare i diritti.
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