Consiglio regionale: approvata la legge per la stabilizzazione e il sostegno dei tirocinanti di inclusione sociale

Il provvedimento sblocca i percorsi per 344 lavoratori negli enti locali. Per gli esclusi previsto un contributo una tantum fino a 40mila euro e piani di riqualificazione

Il Consiglio regionale ha approvato un nuovo provvedimento legislativo finalizzato a delineare il futuro professionale dei 938 tirocinanti di inclusione sociale rimasti finora esclusi dai processi di contrattualizzazione all’interno degli enti locali. Il via libera dell’aula è giunto in concomitanza con una manifestazione di protesta promossa dal sindacato Usb davanti alla sede di Palazzo Campanella.

La nuova normativa definisce una duplice strategia per la gestione del bacino dei lavoratori:

  • Stabilizzazioni immediate: L’impiego di fondi statali specifici permetterà l’assunzione a tempo indeterminato di 277 operatori. A questi si sommeranno ulteriori 67 inserimenti, finanziati attraverso residui economici non utilizzati stanziati nelle annualità precedenti. Le stabilizzazioni complessive saliranno così a quota 344.

  • Misure di accompagnamento e fuoriuscita: Per i restanti 594 lavoratori che non rientreranno nei piani di assunzione, la legge introduce l’erogazione di un sussidio economico straordinario una tantum, il cui importo potrà raggiungere un massimo di 40mila euro, calcolato su base anagrafica. La misura assistenziale sarà integrata da percorsi obbligatori di formazione, riqualificazione delle competenze e orientamento al ricollocamento nel mercato del lavoro privato.

Dalle fila della maggioranza di centrodestra si sottolinea come il provvedimento non debba essere inteso come un mero incentivo all’esodo, bensì come una misura strategica volta a favorire l’autonomia professionale e ad assicurare una transizione dignitosa verso nuove occupazioni.

Sul fronte sindacale si registra il parere favorevole dell’Unione Sindacale di Base (Usb). Il dirigente Saverio Bartoluzzi ha definito l’approvazione del testo un passaggio chiaro e concreto, avvertendo tuttavia che l’organizzazione sindacale rimarrà vigile, pronta a promuovere nuovi presidi qualora si verificassero rallentamenti nell’applicazione pratica della legge.

Redazione

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