La Procura della Repubblica di Cosenza, guidata dal procuratore Vincenzo Capomolla, ha avviato un’indagine sul decesso di una bambina di soli due anni, morta nel reparto di Rianimazione pediatrica dell’ospedale “Annunziata”. Il fascicolo, attualmente aperto contro ignoti, è scattato in seguito alla denuncia formale presentata dai genitori della piccola, originari di Bocchigliero, comune della presila cosentina, i quali chiedono che venga fatta piena luce sulla correttezza delle cure somministrate e sulla tempestività dell’intervento sanitario.
L’iter clinico e il decesso
Secondo quanto si apprende dalle prime ricostruzioni, la bambina era stata trasportata nel nosocomio del capoluogo bruzio nella mattinata di martedì scorso, dopo aver accusato un improvviso e severo malore mentre si trovava nella propria abitazione.
Accolta inizialmente presso il Pronto soccorso pediatrico, i medici ne avevano disposto il ricovero per sottoporla a una serie di accertamenti diagnostici. Nella giornata di ieri, tuttavia, il quadro clinico della piccola paziente è precipitato in modo repentino. Nonostante l’immediato trasferimento d’urgenza nel reparto di terapia intensiva e tutti i tentativi messi in atto dall’equipe medica per stabilizzarla, il quadro si è rivelato irreversibile fino al decesso.
Gli accertamenti giudiziari
L’attività investigativa è finalizzata a ricostruire l’intero percorso assistenziale della minore all’interno della struttura ospedaliera. I magistrati inquirenti hanno già disposto l’acquisizione della cartella clinica e, nelle prossime ore, formuleranno i quesiti per l’esame autoptico, passaggio ritenuto fondamentale per determinare l’esatta causa della morte ed evidenziare eventuali profili di responsabilità, condotte omissive o colpe mediche. La notizia ha gettato nello sconforto e nel dolore l’intera comunità di Bocchigliero, che si è stretta attorno alla famiglia.
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