Si apre una nuova frattura interna nel Partito Democratico. Attraverso un documento ufficiale, il gruppo politico “Controcorrente” ha formalizzato la propria distanza dalla linea della segreteria provinciale, guidata da Matteo Lettieri, sollevando critiche strutturali sulla gestione locale e nazionale del partito.
Al centro della contestazione vi è la richiesta, rimasta finora inascoltata, di una riorganizzazione interna che garantisca il rispetto delle regole democratiche, la tutela degli iscritti e una maggiore trasparenza nei confronti dell’elettorato. Secondo gli esponenti della corrente, il partito starebbe vivendo una fase di perenne immobilismo, spesso giustificato da direttive e interventi centrali provenienti dai vertici romani.
Le critiche alla segreteria Lettieri e la gestione politica
Il documento analizza con severità la transizione alla leadership di Lettieri, descritta come un tentativo di rinnovamento puramente facciale, privo di reali contenuti programmatici e di una concreta volontà di riforma interna. Tra i nodi principali della protesta figurano:
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Mancanza di formazione: Viene lamentata l’assenza di preparazione dei quadri dirigenti e il definitivo abbandono di modelli formativi aperti e partecipativi.
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Silenzio della dirigenza: Viene sottolineata l’inattività delle strutture di partito di fronte a importanti appuntamenti politici, come il recente referendum sulla giustizia.
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Strategie elettorali e trasversalismo: Si contesta la tendenza a ricercare accordi trasversali con le forze di destra e l’emergere di correnti interne focalizzate esclusivamente sulle scadenze elettorali, piuttosto che sul radicamento territoriale.
I firmatari del documento concludono evidenziando una diffusa responsabilità ai diversi livelli della dirigenza, paventando il rischio di una crisi identitaria e organizzativa ormai difficilmente recuperabile per la Federazione provinciale del PD.
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