Svolta nelle indagini sull’omicidio dei quattro cittadini pakistani trovati carbonizzati sulla Statale 106. Si stringe il cerchio attorno a due connazionali delle vittime, rintracciati a Villapiana e attualmente sotto interrogatorio a Cosenza.
Le indagini e i sospettati
Gli inquirenti stanno concentrando l’attenzione su due soggetti, connazionali delle vittime e anch’essi impiegati come braccianti agricoli. I due sono stati individuati a Villapiana e condotti d’urgenza presso la Questura di Cosenza, dove sono tuttora sottoposti a un fitto interrogatorio.
Insieme a loro, negli uffici della Questura si trovano diverse altre persone, ascoltate in queste ore come testimoni per ricostruire la rete di contatti e le ore precedenti alla tragedia.
La ricostruzione della dinamica
Secondo le prime informazioni emerse, la strage si è consumata all’interno di un minivan fermo in un distributore di carburante sulla Statale 106, nei pressi di Amendolara. La prima ricostruzione dei fatti – ancora al vaglio degli investigatori per i necessari riscontri – delinea uno scenario agghiacciante:
• Sette persone a bordo: Sul mezzo viaggiavano presumibilmente sette cittadini pakistani.
• L’agguato: Due dei passeggeri sarebbero scesi improvvisamente dal minivan, avrebbero cosparso il veicolo di benzina per poi appiccare il fuoco e dileguarsi.
• Le vittime: Dei cinque rimasti intrappolati nell’abitacolo, quattro sono deceduti e i loro corpi sono stati trovati carbonizzati.
Caccia al superstite
Nel drammatico bilancio figura anche una quinta vittima mancata. Si tratta di un uomo che è riuscito a scappare dal mezzo in fiamme nonostante le gravi ustioni riportate. Il superstite si è dato alla fuga e ha far fatto perdere le proprie tracce: gli investigatori hanno avviato ricerche serrate in tutta la zona, sia per assicurargli le necessarie cure mediche, sia perché la sua testimonianza potrebbe rivelarsi decisiva per fare piena luce sul movente della strage.
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