Si preannuncia un’ampia partecipazione per la manifestazione pubblica in programma martedì prossimo in piazza Kennedy, organizzata dai comitati di quartiere a sostegno del mantenimento e del potenziamento del presidio ospedaliero di Cosenza. Sulla scia dell’iniziativa, il Comitato per la difesa dell’Annunziata ha rinnovato un appello formale a cittadini, istituzioni e associazioni per una presenza di massa, definendo la struttura sanitaria un pilastro storico e identitario per la comunità urbana.
Il dibattito sulla nuova progettazione ospedaliera sta registrando nelle ultime ore una serie di prese di posizione da parte di esponenti politici, organizzazioni sindacali e amministratori, i quali invitano a una profonda riflessione sulle scelte strategiche dell’area urbana.
Le proposte di Sinistra Italiana e Avs: separare Policlinico e Hub
Secondo Pietro Tarasi, rappresentante di Sinistra Italiana-Avs, l’ipotesi di accorpare l’utenza in un’unica area geografica rischierebbe di generare una pressione logistica insostenibile su un tessuto stradale già densamente trafficato. Tarasi, richiamando anche le dinamiche di gestione dei flussi emerse durante l’emergenza pandemica, propone una netta scomposizione delle funzioni per evitare il collasso viario e garantire efficienza:
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Il Policlinico Universitario: da localizzare come polo autonomo dedicato all’innovazione, alla didattica e alla ricerca scientifica.
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L’Ospedale Hub a Cosenza: da strutturare specificamente per la rete delle emergenze-urgenze e il trattamento rapido delle patologie comuni, preservando il ruolo sanitario storico del capoluogo.
L’esponente politico ha pertanto invitato la Regione Calabria e le amministrazioni comunali coinvolte a sospendere l’iter amministrativo corrente per procedere a una revisione della pianificazione.
La posizione della Cgil: priorità alla medicina del territorio
Di diverso avviso la Cgil di Cosenza, che esorta a non ridurre il confronto a un mero scontro campanilistico tra fazioni o municipalità, ritenendo che la disputa sulla localizzazione geografica rischi di far perdere di vista il tema centrale del modello assistenziale.
Il sindacato evidenzia come oltre sedici anni di Piano di rientro dal deficit abbiano fortemente indebolito la sanità pubblica calabrese a causa di carenze organiche e gestionali. Secondo la sigla confederale, la realizzazione di una nuova grande struttura centrale non può essere considerata la soluzione assoluta se non viene parallelamente ricostruita e potenziata la rete della medicina territoriale e di prossimità.
I nodi viari e l’accessibilità: l’intervento di Piero Minutolo
Sul tema dei collegamenti infrastrutturali si è espresso anche l’ex sindaco Piero Minutolo, focalizzando l’attenzione sulle difficoltà di raggiungimento di un’eventuale struttura situata ad Arcavacata di Rende.
Secondo Minutolo, in assenza di nuove infrastrutture di trasporto realizzabili a breve termine, la localizzazione periferica penalizzerebbe l’accessibilità per gran parte della provincia e, in particolare, per i residenti del centro storico di Cosenza, delle frazioni a sud (Donnici, Sant’Ippolito, Borgo Partenope), dei comuni dell’hinterland meridionale e dell’area industriale di Piano Lago. L’ex primo cittadino ha rimarcato come i volumi di traffico attualmente diretti verso l’area universitaria rappresentino già una criticità viaria, che verrebbe inevitabilmente amplificata dall’aggiunta di un carico urbanistico di natura ospedaliera.
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