Riscossione Tari a Rende: crescono i disagi tra i contribuenti per il recapito di solleciti cumulativi

Segnalate anomalie nelle notifiche cartacee delle annualità precedenti. Tra le cause dei disguidi, le recenti modifiche alla toponomastica cittadina

Si registrano crescenti criticità a Rende in merito al recapito degli avvisi di pagamento e dei solleciti relativi alla tassa sui rifiuti (Tari). Negli ultimi tempi, numerosi cittadini hanno segnalato la ricezione improvvisa di ingiunzioni fiscali cumulative, riferite a più annualità pregresse, con importi complessivi che in diversi casi raggiungono cifre significative.

Secondo quanto riferito dai contribuenti, molti dei pagamenti richiesti non sarebbero mai stati notificati negli anni di competenza o sarebbero stati recapitati a indirizzi errati, impedendo una regolarizzazione graduale delle pendenze.

La posizione della società di riscossione

Le testimonianze degli utenti che hanno contattato gli uffici della società incaricata della riscossione evidenziano la linea difensiva dell’azienda. Il gestore del servizio ha specificato che l’invio tramite posta ordinaria rientra nelle modalità standard adottate dalla maggior parte delle amministrazioni comunali sul territorio nazionale, e che l’onere di verificare la propria posizione contributiva in prossimità delle scadenze ordinarie ricade in parte sull’utente stesso.

Tuttavia, in virtù delle problematiche riscontrate e per venire incontro ai cittadini, la società ha confermato la scelta di non applicare sanzioni e interessi di mora, invitando i contribuenti ad avvalersi delle procedure previste per la rottamazione delle cartelle.

Le cause dei disguidi: toponomastica e digitalizzazione

L’origine del mancato recapito delle lettere di pagamento parrebbe in gran parte riconducibile ai frequenti aggiornamenti della toponomastica cittadina avvenuti nel recente periodo, che hanno comportato modifiche ai nomi delle vie, variazioni di indirizzo e una nuova numerazione civica in diverse aree urbane. Tali variazioni hanno generato disallineamenti nelle banche dati e conseguenti errori nella distribuzione della corrispondenza.

Criticità riscontrate Conseguenze per l’utenza
Modifiche toponomastiche Errori di instradamento della posta ordinaria e mancata ricezione degli avvisi.
Notifiche cumulative Accumulo di debito su più annualità e impatto economico imprevisto sui bilanci familiari.
Verifiche retroattive Necessità per il cittadino di ricostruire i vecchi pagamenti e presentare ricevute cartacee agli sportelli.

A fronte delle difficoltà logistiche legate al servizio postale tradizionale, tra i residenti emerge l’esigenza di una transizione digitale nella gestione della fiscalità locale. La proposta avanzata da diversi contribuenti riguarda l’adozione sistematica della Posta Elettronica Certificata (PEC) per l’invio delle comunicazioni tributarie, uno strumento in grado di garantire la tracciabilità e la certezza legale sia della spedizione che della ricezione dei documenti, azzerando i margini d’errore legati alla consegna fisica.

Redazione

Seguici su

Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Nella notte scontro tra una Golf e una Panda: sei feriti, grave una donna condotta...
Depositatato un atto consiliare a firma della capogruppo Rossella Gallo per valutare la fattibilità di...
Gianfranco Scarpelli
Il primario di Neonatologia e Pediatria conclude un lungo percorso di servizio all'Annunziata, mantenendo un...

Altre notizie

Altre notizie