Il comprensorio di Cosenza rischia di rimanere escluso dalle strategie di sviluppo della mobilità su ferro in vista della prossima stagione turistica. La denuncia arriva direttamente da Michele Costantino, segretario di Ugl Ferrovie per la provincia cosentina, a seguito della presentazione ai sindacati del nuovo progetto orario estivo di Trenitalia, che entrerà in vigore il prossimo 14 giugno per concludersi a settembre.
Secondo l’analisi della sigla sindacale, la programmazione per i mesi estivi non prevede alcun incremento dei servizi sul territorio, confermando un trend di stagnazione che si protrae ormai da diverse stagioni.
«Non è stato predisposto nessun treno aggiuntivo, né servizi integrativi o sostitutivi capaci di rispondere alle reali esigenze di residenti, pendolari e turisti», ha evidenziato Costantino, rimarcando come tale situazione generi pesanti disagi all’utenza e un diffuso clima di incertezza tra il personale del settore.
Infrastrutture e nodi irrisolti: focus su coste e impianti
Il sindacato punta il dito contro la gestione strategica delle infrastrutture locali e la mancata valorizzazione delle tratte a vocazione turistica. Le principali criticità sollevate riguardano:
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Incertezza sui presidi occupazionali: Resta irrisolto il nodo legato al consolidamento e al rilancio dei siti lavorativi del trasporto regionale situati a Cosenza, Paola e Sibari, che operano stabilmente in assenza di piani industriali a lungo termine.
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Carenze sui litorali: Durante i mesi di picco turistico si registrerà una forte carenza di collegamenti ferroviari diretti verso le principali mete balneari dell’Alto Ionio e del Tirreno cosentino, penalizzando località comprese tra Rocca Imperiale, Longobardi e Campora San Giovanni.
In questo scenario, l’unico dato in controtendenza è rappresentato dalla riattivazione temporanea della tratta Sibari-Crotone, che tornerà operativa esclusivamente nel periodo compreso tra il mese di luglio e il 12 settembre.
Ugl Ferrovie stigmatizza inoltre l’atteggiamento delle istituzioni locali del territorio, contestando una totale assenza di interventi o di tavoli di confronto da parte delle amministrazioni comunali della fascia tirrenica e ionica. La nota si conclude con un appello formale rivolto alla Regione Calabria, affinché intervenga sul piano dei trasporti per colmare le lacune strutturali e garantire un sistema di mobilità adeguato alle richieste del territorio.
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