Autonomia differenziata, scontro in Regione: opposizioni all’attacco su pre-intese e sanità

La consigliera Greco (Casa Riformista-IV) deposita un ordine del giorno per revocare l'assenso della Calabria. Madeo (Pd) lancia l'allarme: «Sanità coperta al 90% dallo Stato, l'autonomia è un paradosso»

Il dibattito sull’autonomia differenziata si riaccende all’interno del panorama politico calabrese, registrando una netta presa di posizione da parte delle forze di opposizione in Consiglio regionale. Al centro della contestazione vi sono sia le modalità istituzionali con cui la Regione ha espresso il proprio orientamento favorevole, sia le ricadute concrete che il nuovo assetto normativo potrebbe generare sui servizi essenziali del territorio.

La consigliera regionale di Casa Riformista-Italia Viva, Filomena Greco, ha depositato un ordine del giorno volto a richiedere l’immediata revoca o, in subordine, la sospensione dell’assenso espresso dalla Calabria in sede di Conferenza Stato-Regioni rispetto alle pre-intese sull’autonomia. Secondo la ricostruzione di Greco, il voto favorevole espresso dal presidente della Giunta, Roberto Occhiuto, sarebbe avvenuto senza un preventivo e necessario passaggio dibattimentale nell’aula consiliare.

L’atto ispettivo, presentato formalmente il 15 maggio, contesta l’accordo relativo al trasferimento di competenze strategiche – quali sanità, protezione civile e professioni – a Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria. Il fulcro della critica risiede nella carenza di tutele per i territori svantaggiati:

  • Assenza di Lep certi: Viene stigmatizzata la mancanza di una definizione uniforme e garantita dei Livelli Essenziali delle Prestazioni.

  • Carenza di perequazione: Si evidenzia l’assenza di solidi meccanismi di compensazione finanziaria tra le diverse regioni.

  • Mancato coinvolgimento dell’aula: L’ordine del giorno impegna la Giunta a vincolare ogni futura interlocuzione istituzionale al preventivo voto del Consiglio regionale.

L’affondo del Partito Democratico sulla sanità

Parallelamente alle iniziative di Italia Viva, il Partito Democratico ha espresso forti perplessità per voce della consigliera regionale Rosellina Madeo. Richiamando i dati emersi dall’ultimo rapporto su “Sussidarietà e salute” presentato alla Cittadella regionale, Madeo ha evidenziato la profonda vulnerabilità finanziaria del sistema sanitario calabrese.

«La Calabria in materia di Sanità è in grado di coprire con risorse proprie solo il 10% delle spese, mentre il restante 90% viene garantito dallo Stato», ha argomentato l’esponente dem, definendo paradossale l’adesione a un modello autonomistico in condizioni di così marcata dipendenza finanziaria.

Il quadro delineato dal Pd mette in discussione la tenuta del principio di universalità del diritto alla salute, segnalando forti discrepanze tra gli annunci programmatici e lo stato reale dei servizi. Sotto lente d’ingrandimento finiscono, in particolare, il mancato abbattimento delle liste d’attesa, i continui slittamenti nell’apertura dei nuovi complessi ospedalieri e l’assenza di investimenti strutturali e di potenziamento all’interno dei presidi sanitari già operativi sul territorio.

Redazione

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