Cosenza, chiuse le indagini sul consulente Davide Barzan: ipotizzate truffa ed esercizio abusivo della professione

Al noto "criminalista" del caso Paganelli contestati raggiri per 90mila euro tra falsi investimenti a Dubai e conti fantasma. L'Ordine degli Avvocati è parte offesa

La Procura di Rimini ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di Davide Barzan, il consulente di origini cosentine noto alle cronache nazionali per aver curato l’assistenza difensiva di Manuela Bianchi – la nuora di Pierina Paganelli, l’anziana uccisa a Rimini – nella prima fase del celebre caso di omicidio.

I reati ipotizzati a carico di Barzan dai magistrati riminesi sono truffa aggravata ed esercizio abusivo della professione legale.

Il filone delle presunte truffe da 90mila euro

Secondo l’impianto accusatorio, il giro d’affari legato alle presunte truffe ammonterebbe a circa 90.000 euro, suddiviso in due diversi episodi:

• Il finto conto corrente (50.000 euro): Barzan avrebbe promesso a due residenti di Rimini l’apertura di un conto corrente, intascando la somma senza mai adempiere all’accordo. In questa specifica vicenda, il consulente avrebbe agito in concorso con Pierluigi Chieffi, 58enne di Coriano, attualmente già detenuto nel carcere di Rimini per altre condanne.

• L’affare immobiliare a Dubai (40.000 euro): La seconda ipotesi di reato riguarda la presunta vendita di un appartamento situato a Dubai, un immobile che, secondo gli accertamenti degli inquirenti, si è rivelato completamente inesistente.

Esercizio abusivo: l’Ordine degli Avvocati è parte offesa

Oltre ai reati di natura finanziaria, la Procura contesta a Barzan l’esercizio abusivo della professione. L’uomo si è spesso qualificato pubblicamente come “criminalista” o consulente legale, un ruolo che secondo gli inquirenti avrebbe sconfinato nelle prerogative esclusive delle professioni forensi. Per questo motivo, l’Ordine degli Avvocati di Rimini si è costituito come parte offesa nel procedimento.

Con l’avviso di chiusura indagini, l’indagato avrà ora la possibilità di presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogato dai magistrati prima che la Procura formuli l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

(Fonte: ANSA)

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