Sanità, il report della Fondazione per la Sussidiarietà: in Calabria focus su riforme strutturali e telemedicina

Il presidente Occhiuto alla Cittadella regionale: «Necessario legare la spesa sanitaria al Pil e integrare sociale e sanità tramite il Fondo sociale europeo»

La necessità di riforme strutturali e di un nuovo modello di finanziamento su scala nazionale sono stati i temi portanti dell’incontro “Curare il futuro. AI, robotica e telemedicina a servizio della persona”, svoltosi presso la Cittadella regionale. Al centro del dibattito i dati del nuovo “Rapporto Sussidiarietà e…salute”, curato dalla Fondazione per la Sussidiarietà, che traccia un quadro analitico dello stato del Servizio Sanitario Nazionale.

Nel corso del suo intervento, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha sottolineato come le criticità del comparto non riguardino singole aree geografiche ma l’intero Paese, evidenziando l’insufficienza di interventi limitati al solo incremento delle risorse economiche.

«Abbiamo accettato di legare la spesa per la Difesa al Pil. Non vedo perché non dovremmo scegliere di legare la spesa per la Sanità al Pil», ha dichiarato il governatore, delineando le prossime tappe per la gestione contabile della regione.

Superata la fase del commissariamento, l’obiettivo dichiarato della giunta regionale è l’uscita dal Piano di rientro, una condizione che permetterebbe di impiegare le risorse del Fondo sociale europeo per realizzare una piena integrazione tra prestazioni sanitarie e servizi sociali. Sul fronte della mobilità passiva, Occhiuto ha inoltre annunciato l’avvio delle trattative per un accordo di collaborazione con la Regione Lombardia, che seguirà quello già formalizzato con l’Emilia-Romagna.

Divari territoriali, governance sussidiaria e terzo settore

I lavori, moderati dal caposervizio della Gazzetta del Sud Antonio Ricchio, hanno visto il confronto tra rappresentanti istituzionali, accademici e attori del settore sociale. Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, ha illustrato i contenuti del report, rimarcando le disparità nell’accesso alle cure che penalizzano il Mezzogiorno. Secondo Vittadini, l’intelligenza artificiale rappresenta uno strumento strategico per colmare i deficit assistenziali delle aree interne, ma deve essere supportata da una governance sussidiaria capace di connettere competenze pubbliche, prestazioni sociali e terzo settore.

Un orientamento condiviso dal vicepresidente della Corte Costituzionale, Luca Antonini, il quale ha auspicato una sistematica co-programmazione tra le istituzioni pubbliche e il mondo non-profit. Sul valore del lavoro di rete a livello locale si è espresso anche Giacomo Panizza, fondatore di Progetto Sud, che ha richiamato l’importanza della sinergia tra istituzioni, parrocchie e comunità territoriali.

Digitalizzazione e formazione: le prospettive in Calabria

Il ruolo delle nuove tecnologie nell’abbattimento delle barriere geografiche è stato approfondito da Gandolfo Miserendino, direttore generale di Azienda Zero Calabria. Il manager ha confermato il progressivo dispiegamento della piattaforma nazionale di telemedicina sul territorio regionale:

  • L’infrastruttura è in fase di implementazione in tutte le Aziende sanitarie locali;

  • I primi riscontri applicativi si dimostrano positivi nel contrastare le difficoltà logistiche legate all’orografia della regione.

Il contributo del mondo accademico è stato infine delineato dai professori Stefano Curcio e Marcello Maggiolini dell’Università della Calabria, i quali hanno ribadito la necessità di inserire i percorsi di ricerca scientifica e di formazione medica all’interno di un sistema sanitario regionale integrato e programmatico.

Redazione

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