È il Sud più autentico, quello dei paesaggi tra mare e montagna, a riabbracciare il Giro d’Italia. La quarta tappa della 109ª edizione, interamente calabrese, ha scelto Cosenza come palcoscenico di una rivoluzione sportiva. Sui 138 chilometri che separano Catanzaro dal capoluogo bruzio, la “corsa rosa” ha ritrovato un padrone italiano: Giulio Ciccone è il nuovo leader della classifica generale.
La cronaca della tappa
La frazione, breve ma dal profilo altimetrico insidioso (1800 metri di dislivello), è stata tutt’altro che una passerella. Dopo una fuga iniziale controllata dal gruppo, la corsa si è accesa sulle rampe di Cozzo Tunno. Il ritmo imposto dalla Movistar ha letteralmente frantumato il plotone, mettendo fine alle speranze dell’ormai ex maglia rosa, l’uruguaiano Silva, giunto al traguardo con oltre dieci minuti di ritardo. La selezione ha penalizzato i velocisti puri, costringendo al ritiro nomi di peso come Groves e De Lie.
L’epilogo sul rettilineo bruzio
L’arrivo a Cosenza si è confermato tecnico e spettacolare. Sul rettilineo finale, caratterizzato da una pendenza media del 3,7%, l’ecuadoriano Jhonatan Narvaez (UAE-Emirates) ha sprigionato una potenza incontenibile, superando il venezuelano Orluis Aular e lo stesso Giulio Ciccone. Per Narvaez si tratta del terzo successo in carriera al Giro, un risultato che ridà morale a una squadra colpita da diversi infortuni nelle fasi iniziali della competizione.
Cosenza decisiva per la classifica
Nonostante il terzo posto di tappa, Cosenza incorona Ciccone. Fondamentali sono stati i secondi di abbuono raccolti nel “Red Bull KM” situato proprio nel territorio cosentino, dove lo svizzero Christen ha battuto Pellizzari e l’abruzzese della Lidl-Trek. Grazie a questi preziosi secondi e al piazzamento sul podio di giornata, Ciccone sfila il simbolo del primato a Silva e si prepara ad affrontare le prossime sfide con i galloni di leader.
In classifica generale, l’italiano precede ora di 4” il trio composto da Christen, Stork e Bernal. Resta in agguato Jonas Vingegaard, apparso molto attento e attivo anche nella volata finale a Cosenza, dove ha chiuso in quarta posizione.
Verso il Pollino e la Basilicata
Dopo l’entusiasmo della piazza cosentina, la carovana non avrà tempo per riposare. Domani la quinta tappa partirà da Praia a Mare per raggiungere Potenza dopo 203 chilometri e oltre 4000 metri di dislivello. Il percorso si preannuncia durissimo: l’attraversamento del Parco del Pollino e la scalata della Montagna Grande di Viggiano (punte del 15%) testeranno la tenuta della nuova maglia rosa appena conquistata sul traguardo di Cosenza.
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