Il tramonto biancorosso: il Rende Calcio sprofonda in Prima Categoria

Crollo verticale: dopo quattro retrocessioni in sei anni, i biancorossi sprofondano nel calcio provinciale

È il punto più basso di una parabola discendente che sembra non conoscere fine. Con la sconfitta nei playout contro il Cotronei, il Rende Calcio saluta ufficialmente la Promozione e precipita in Prima Categoria. Un verdetto amaro che certifica il collasso sportivo di una realtà che, solo pochi anni fa, rappresentava l’eccellenza del calcio calabrese alle spalle delle “grandi” storiche.

Il declino dei biancorossi è una sequenza inesorabile di delusioni e retrocessioni, un “effetto domino” iniziato nel post-Covid da cui la società non è più riuscita a riemergere:

• 2020: La sconfitta nei playout di Serie C contro il Picerno segna l’addio al professionismo.

• 2022: Un nuovo ko agli spareggi, stavolta in Serie D contro i vicini del Castrovillari, sancisce la discesa nel calcio regionale.

• 2025: Il tracollo prosegue con la retrocessione dall’Eccellenza.

• Oggi: Il fallimento definitivo nel playout contro il Cotronei che apre le porte della Prima Categoria.

Dal “Sogno B” alla realtà della Prima Categoria

Il contrasto con il passato recente è brutale. Resta scolpito nella memoria dei tifosi il 2018, anno in cui il Rende di Bruno Trocini sfidava le corazzate del girone C di Serie C, arrivando a disputare i playoff per la Serie B. L’apice di quel ciclo fu lo storico 3-0 rifilato al Cosenza di Piero Braglia in un “Marulla” ammutolito: una dimostrazione di forza che faceva del Rende un modello di sostenibilità ed efficienza societaria a livello regionale.

In meno di otto anni, il palcoscenico è cambiato drasticamente. Dalle trasferte a Catania, Bari e Reggio Calabria, il Rende si ritroverà nella prossima stagione a lottare sui campi della provincia, disputando derby inediti contro realtà locali come Cus Cosenza e Commenda.

Quella che doveva essere una “cantera” di talenti e un esempio di gestione finanziaria si è trasformata in una crisi d’identità profonda. Per il club biancorosso si chiude un’era gloriosa nel modo più inglorioso possibile: ora resta solo da capire se questa Prima Categoria rappresenti il fondo del barile da cui ripartire o l’ultimo atto di un ridimensionamento senza fine.

Redazione

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