Si compatta il fronte civico a sostegno dell’Ospedale Civile “Annunziata”. Al termine di un confronto di oltre due ore presso il Centro Polifunzionale di piazza Spirito Santo, il coordinamento dei Comitati di quartiere ha sancito, all’unanimità, l’avvio di un’iniziativa popolare unitaria per tutelare l’integrità dell’Hub ospedaliero bruzio.
La posizione dei Comitati
La preoccupazione principale riguarda il rischio di un depotenziamento della struttura cittadina in vista dei futuri assetti sanitari regionali. Giannino Dodaro, responsabile del Comitato Spirito Santo, ha espresso con fermezza il dissenso verso l’ipotesi di una città priva del suo principale nosocomio: «Sarebbe una mortificazione inaccettabile; Cosenza diverrebbe l’unico capoluogo in Italia privo di un presidio ospedaliero». Pur ribadendo il favore alla creazione di un policlinico universitario nel territorio di Rende, il coordinamento insiste sulla centralità strategica dell’Annunziata per il tessuto urbano cosentino.
Strategie e adesioni politiche
Per coordinare l’azione e avviare interlocuzioni con amministrazione comunale, sindacati e partiti, è stata nominata una delegazione composta da Giannino Dodaro, Francesco Intrieri (Donnici Superiore), Davide Bruno (via Panebianco) e Rosa Principe (via de Rada).
L’iniziativa ha già incassato le prime adesioni politiche: il Movimento 5 Stelle, presente alla riunione con propri delegati, e il gruppo “Democratici Progressisti Meridionalisti” che fa capo al consigliere regionale Francesco De Cicco.
Manifestazione e proposta referendaria
Il primo passo concreto sarà una manifestazione pubblica programmata per venerdì 22 maggio presso l’anfiteatro “Ziccarelli”. Parallelamente, il “Comitato spontaneo 31 ottobre” sta valutando il ricorso allo Statuto comunale per l’indizione di un referendum consultivo. L’idea è quella di accorpare la consultazione alle elezioni amministrative del prossimo anno per ottimizzare i costi, chiedendo ai cittadini di esprimersi sulla collocazione dell’ospedale e sullo sviluppo della facoltà di Medicina.
Secondo i promotori, la permanenza dell’ospedale nel perimetro urbano non è solo una questione di servizi, ma di identità e visione urbanistica: la sua delocalizzazione rischierebbe di trasformare Cosenza in una “periferia urbana”, vanificando i discorsi sulla centralità della città e mettendo a rischio investimenti strutturali storici per il territorio.
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