«Siamo lavoratori, non fantasmi». Con questo slogan, una delegazione di operatori del settore della digitalizzazione ha manifestato davanti alla Cittadella regionale, indossando maschere bianche e mostrando cartelli. L’obiettivo della mobilitazione è sollecitare le istituzioni locali su un futuro occupazionale che appare sempre più incerto, in particolare per i 74 lavoratori il cui contratto scadrà il prossimo 18 maggio, su una platea di 900 addetti.
La vertenza riguarda i dipendenti del gruppo Konecta, dislocati tra le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, attualmente quasi tutti in regime di cassa integrazione. A innescare la protesta è stata la rapida conclusione di un’iniziativa da 30 milioni di euro di fondi pubblici, inizialmente prevista su base triennale per la dematerializzazione delle cartelle sanitarie, ma esauritasi in appena quindici mesi.
Le richieste del sindacato Confial
«Il presidio rappresenta un grido d’allarme e una richiesta d’intervento concreto», ha dichiarato Fabio Tomaino, portavoce nazionale del sindacato Confial. «Si trattava di un progetto ambizioso che doveva trasformare una criticità territoriale in un’opportunità, ma la mancanza di un adeguato controllo sui fondi e la scarsa visione industriale hanno portato all’attuale stallo. È necessario riprendere il percorso intrapreso, coinvolgendo nuovamente i soggetti che hanno dato il via all’idea per un rilancio effettivo».
I lavoratori e i sindacati ribadiscono l’intenzione di mantenere un approccio costruttivo, finalizzato alla tutela del territorio e alla creazione di occupazione stabile.
La proposta per il rilancio del settore
La strategia proposta prevede la creazione di un hub nazionale dedicato alla digitalizzazione, estendendo l’intervento dalla sanità all’intera pubblica amministrazione, inclusi Comuni, Prefetture e Questure. Secondo le dichiarazioni dei rappresentanti sindacali, è fondamentale affidare la gestione a enti e aziende dotati di adeguate capacità industriali, evitando il coinvolgimento di soggetti non in grado di gestire la complessità del progetto.
Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro presso la Prefettura di Crotone con l’assessore regionale Giovanni Calabrese, che ha fornito rassicurazioni sull’impegno dell’amministrazione a individuare una soluzione. I sindacati chiedono ora la stabilizzazione immediata dei 74 lavoratori in scadenza e l’utilizzo del margine temporale offerto dalla cassa integrazione straordinaria — in scadenza il 31 dicembre e finanziata con 4,3 milioni di euro statali — per definire un piano di rilancio definitivo.
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