Un’operazione di vasta portata condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza ha portato al sequestro conservativo di un ingente patrimonio immobiliare legato alla gestione di un noto complesso turistico calabrese. L’intervento, delegato dalla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Calabria di Catanzaro, scaturisce da un presunto danno erariale stimato in oltre 30 milioni di euro.
I militari del Gruppo Sibari hanno dato esecuzione al provvedimento che ha colpito sette immobili e diverse porzioni di terreni riconducibili a una società attiva nel settore turistico-alberghiero. Contestualmente, la Procura Regionale, guidata dal Procuratore f.f. Giovanni Di Pietro, ha notificato gli “inviti a dedurre” a sei persone fisiche indiziate di aver provocato l’ammanco alle casse dello Stato, oltre che alla società stessa. Gli indagati avranno ora la possibilità di presentare memorie difensive e documenti per chiarire la propria posizione.
Le indagini hanno fatto luce su una complessa strategia finanziaria volta a ottenere indebitamente finanziamenti statali. Attraverso l’analisi dei documenti acquisiti da Invitalia S.p.A. (controllata dal MEF), è emerso che la società avrebbe deliberato un aumento di capitale sociale fittizio.
Questo artificio contabile era il requisito necessario per accedere ai fondi gestiti dall’allora Ministero dello Sviluppo Economico. Una volta ottenute, le risorse sono state impiegate per la costruzione di un polo turistico multifunzionale d’eccellenza, completo di:
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Centro benessere
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Sala congressi
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Strutture ricettive di lusso
Il danno erariale di 30 milioni di euro rappresenta la totalità del denaro pubblico percepito indebitamente attraverso quello che gli inquirenti definiscono un sistema di “operazioni societarie e artifizi”.
L’intervento della Guardia di Finanza sottolinea l’importanza del monitoraggio sulla spesa pubblica. Lo sperpero o l’apprensione illecita di capitali destinati agli investimenti non solo danneggia lo Stato, ma sottrae risorse vitali allo sviluppo economico del territorio, alterando la libera concorrenza nel settore turistico. Il procedimento proseguirà ora nelle sedi competenti per l’accertamento definitivo delle responsabilità.
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