Gestione sosta a Cosenza, la denuncia di Antonello Costanzo: “Un progetto senza visione che ipoteca il futuro della città per 25 anni”

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento inviato alla nostra redazione dal consigliere comunale Antonello Costanzo, volto a chiarire la sua netta posizione sulla pratica relativa al progetto di finanza per la gestione dei parcheggi

“La mia assenza non è una fuga dalle responsabilità, ma è dettata esclusivamente da improrogabili esigenze lavorative. Proprio per senso di responsabilità, ritengo doveroso mettere agli atti la mia posizione: la mia contrarietà al progetto di finanza sulla gestione della sosta è netta, ferma e non negoziabile”.

Inizia così la nota del consigliere Antonello Costanzo rispetto alla pratica approdata sui banchi del Consiglio Comunale di Cosenza. Un atto che l’esponente politico definisce non come un semplice passaggio tecnico, ma come una “scelta profondamente politica” destinata a segnare il volto della città per i prossimi decenni.

Al centro della critica di Costanzo c’è, in primis, la durata del vincolo contrattuale: 25 anni. Un lasso di tempo considerato sproporzionato che, citando De Gasperi, mancherebbe della lungimiranza necessaria a guardare alle prossime generazioni. “È una scelta che cristallizza il presente e ipoteca il futuro. In un settore come la mobilità, in continua evoluzione, vincolare le future amministrazioni per un quarto di secolo significa privare la città di ogni capacità di adattamento.”

I dubbi sui conti: “Benefici ai privati, briciole al Comune”

L’analisi del consigliere si sposta poi sull’equilibrio economico-finanziario dell’operazione. Il Comune di Cosenza, stando agli atti, riceverebbe appena il 20% dei ricavi (da rotazione e abbonamenti) per i primi sei anni, cifra che scenderebbe addirittura al 15% dopo il rinnovo del parcheggio meccanizzato di Piazza Aldo Moro. “Il messaggio della politica è preciso: trasferire al privato i benefici più rilevanti, lasciando al pubblico rigidità e margini ridotti. È un’operazione che appare inadeguata, se non potenzialmente dannosa per le casse comunali”.

Commercio sotto attacco: tariffe fino all’una di notte

Particolare preoccupazione viene espressa da Costanzo per l’impatto sociale ed economico delle nuove tariffe. L’estensione del pagamento fino all’1:00 di notte nei fine settimana viene descritta come un “attacco frontale” alle attività commerciali del centro urbano. “Non è una misura di rilancio, ma il segnale di una città che scoraggia la permanenza. Il rischio è che il commercio cosentino sia costretto a chiudere o a spostarsi altrove”.

Il nodo delle funzioni pubbliche e il conflitto di interessi

Un altro punto di rottura riguarda la delega a soggetti privati di funzioni tipicamente pubbliche, come il controllo delle infrazioni, la rimozione dei veicoli e il rilascio dei permessi. “Affidare queste attività a chi ha un interesse economico diretto nel sistema delle sanzioni significa innescare un pericoloso conflitto di interessi: il vortice del ‘più sanziono, più incasso’. Come ammoniva Pertini, senza un controllo pubblico forte si perde equilibrio e giustizia”.

“Manca una visione strategica”

Infine, il giudizio tecnico: gli interventi (manutenzione e digitalizzazione) sono ritenuti utili ma insufficienti a giustificare un’operazione di tale portata. La critica finale è rivolta all’assenza di un Piano del Trasporto Pubblico coordinato. “La sosta è una conseguenza, non la causa. Senza una strategia sulla mobilità sostenibile, si finisce per ‘partorire un topolino’ e vendere il futuro della città per investimenti immediati. Se fossi stato presente in aula – conclude Antonello Costanzo – il mio voto sarebbe stato convintamente contrario”.

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