Scontro politico al Psi di Cosenza: Franz Caruso richiama alla coerenza dei valori socialisti

Il segretario provinciale stigmatizza la partecipazione di Giacometto Mancini all’assemblea di Rende: «Il socialismo è pratica costante, non uno strumento di convenienza»

All’indomani dell’assemblea dei socialisti svoltasi a Rende alla presenza del segretario nazionale Enzo Maraio, il segretario provinciale del Psi di Cosenza, Franz Caruso, è intervenuto con una nota ufficiale per chiarire la propria posizione in merito ad alcuni passaggi politici dell’incontro, definiti dal segretario come segnali di una “chiara contraddizione”.

Giacomo Mancini

La contestazione sulla presenza di Giacometto Mancini

Al centro delle dichiarazioni di Caruso vi è la partecipazione all’evento di Giacometto Mancini. Secondo il segretario provinciale, tale presenza risulterebbe strumentale e incoerente, in quanto Mancini guiderebbe da tempo una linea di opposizione verso l’attuale amministrazione comunale cosentina, espressione del centrosinistra e del campo riformista.

«Appare singolare il tentativo di richiamarsi ai valori socialisti quando, in passaggi decisivi, si è scelto di allontanarsene per ricoprire incarichi in coalizioni di segno opposto», ha dichiarato Caruso, sottolineando come la storia del socialismo richieda coerenza e non possa essere utilizzata per attacchi politici personali o per minare l’unità della comunità di appartenenza.

Critiche all’organizzazione e appello all’unità del centrosinistra

Oltre alla questione dei singoli profili politici, Caruso ha espresso perplessità in merito alle modalità organizzative dell’assemblea, rilevando l’assenza dei segretari regionali degli altri partiti della coalizione di centrosinistra. Una mancanza definita “significativa”, che rischierebbe di indebolire il dialogo necessario tra le forze progressiste.

Secondo il segretario provinciale, il Psi deve rimanere un luogo di confronto aperto e inclusivo, lontano da logiche correntizie o tentativi di ridefinizione degli equilibri di potere attraverso “operazioni opache”.

Lealtà e rispetto delle istituzioni

Il segretario ha infine ribadito il proprio impegno decennale nel perimetro della giustizia sociale e della lealtà politica, dichiarandosi certo che il segretario nazionale Maraio non fosse pienamente edotto delle dinamiche locali che hanno caratterizzato l’evento. «Il socialismo non si usa, si vive», ha concluso Caruso, riaffermando la volontà di proseguire un percorso politico fondato sulla solidarietà e sul rispetto delle istituzioni, senza cedere a opportunità personali o cambiamenti di campo.

Redazione

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