Rende, scontro totale sul trasferimento del mercato: opposizione e sindacati contro la linea della maggioranza

Dopo il fermo "no" a ogni ripensamento da parte della coalizione di governo, il consigliere Ghionna e l'ANA-UGL denunciano la mancanza di concertazione e i rischi per la categoria degli ambulanti

Non accenna a placarsi la polemica politica relativa al trasferimento del mercato cittadino nella nuova area di via Parigi. Nonostante la maggioranza consiliare abbia ribadito l’irrevocabilità della scelta, le opposizioni e le sigle sindacali hanno espresso una ferma condanna sia nel merito del provvedimento che, soprattutto, nel metodo adottato dall’amministrazione.

Il nodo del metodo: l’affondo della minoranza

Il consigliere di minoranza Marco Ghionna ha duramente criticato la posizione dei capigruppo di maggioranza, definendo la loro recente nota ufficiale non come una risposta istituzionale, ma come uno «sfogo» che tradirebbe una scarsa propensione al confronto democratico. Secondo Ghionna, l’appello della maggioranza al mandato elettorale come giustificazione per l’azione amministrativa non sarebbe sufficiente a legittimare scelte d’impatto sociale così rilevante.

«Il mandato ricevuto dagli elettori rafforza il dovere di ascolto, non lo esaurisce», ha dichiarato il consigliere, sottolineando come decisioni che incidono direttamente sulla vita dei cittadini e degli operatori economici richiedano percorsi di condivisione strutturati. La mobilitazione degli ambulanti degli ultimi giorni è stata citata da Ghionna come prova inequivocabile di un dissenso diffuso che l’amministrazione non potrebbe ignorare.

La posizione dei sindacati: «Scelta che ricade sugli operatori»

Sulla medesima linea si attesta l’ANA-UGL, rappresentata da Mario Pino. Il sindacato ha espresso forti preoccupazioni per le ripercussioni economiche del trasferimento in via Parigi, definendo la manovra una scelta politica unilaterale che colpirebbe una categoria storica per il territorio rendese.

L’organizzazione contesta la narrazione della maggioranza circa un presunto dialogo con le parti sociali, indicando la manifestazione dello scorso 23 aprile — che ha visto la partecipazione di circa 150 operatori — come il segnale di un malcontento reale e finora inascoltato. Il sindacato ha inoltre evidenziato il valore non solo economico, ma anche sociale e umano del mercato, temendo che lo spostamento possa compromettere una tradizione commerciale radicata da oltre quarant’anni.

Prospettive politiche

Mentre la maggioranza procede nel solco della continuità del programma, il dibattito si sposta sulla sostenibilità futura di tale decisione. Secondo l’ANA-UGL, le conseguenze di lungo periodo del trasferimento ricadranno sulla credibilità della nuova classe dirigente, chiamata ora a gestire una transizione che vede contrapposti la visione amministrativa e gli interessi diretti del comparto del commercio ambulante.

Redazione

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