Cosenza celebra il decennale della South Italy Fashion Week: la moda come rito tra Oriente e Calabria

Inaugurata la decima edizione dell’evento dedicato all’eccellenza artigiana. Al centro del dibattito il concetto di "restanza" e la valorizzazione delle radici locali attraverso l'innovazione tessile

Ha preso ufficialmente il via oggi a Cosenza la decima edizione della South Italy Fashion Week, l’appuntamento che celebra l’incontro tra creatività internazionale e alto artigianato locale. Organizzato dalla sinergia tra Moema Academy e Big Digital Eye, l’evento vede la direzione artistica di Giada Falcone e quella tecnico-organizzativa di Pier Luigi Sposato.

Il tema portante di questo decennale è l’“Hanami”, il tradizionale rito giapponese dell’osservazione dei fiori. Un concetto che accompagnerà la manifestazione fino al 3 maggio, declinando il ciclo delle stagioni come metafora di rinascita e trasformazione.

Il legame tra rito, cultura e territorio

La giornata inaugurale, dedicata alla Primavera e al tema “La moda e il rito”, si è aperta con la performance coreografica “Rinascite” di Giuseppe Ferraro. Durante l’incontro, moderato dalla giornalista Rachele Grandinetti, Giada Falcone (presidente regionale Donne Impresa Confartigianato) ha evidenziato il parallelismo tra la cultura orientale e quella calabrese, accomunate da una meticolosa dedizione al dettaglio e alla manifattura.

Un invito alla valorizzazione del territorio è giunto dalla designer Luigia Granata (Confartigianato e Federmoda), che ha condiviso la propria esperienza di rientro in Calabria dopo una carriera internazionale, esortando le nuove generazioni a investire con ambizione nelle proprie radici.

Restanza e innovazione: il futuro dei giovani

Il dibattito ha toccato corde sociali profonde con l’intervento dell’attore Matteo D’Attimo. Attraverso la lettura del brano “La soglia”, ispirato all’opera di Vito Teti, è stato esplorato il concetto di “restanza”, offrendo una riflessione attuale agli studenti prossimi alla maturità sul valore di scegliere consapevolmente il proprio futuro in relazione alla terra d’origine.

L’eccellenza formativa è stata rappresentata dagli allievi della Moema Academy, che hanno presentato creazioni nate dalla contaminazione tra stili d’Oriente e tradizione calabra. Il programma ha inoltre incluso:

  • Una retrospettiva dedicata ad Antonio Marras, curata dal professore Carlo Fanelli.

  • La presentazione dei capi realizzati nei laboratori sperimentali Arsac.

La moda sostenibile e il ricambio generazionale

Sull’importanza del recupero tessile si è espressa Luigia Iuliano (Arsac), illustrando progetti di “riciclo poetico” capaci di trasformare manufatti storici in capi contemporanei. In chiusura, il direttore generale Arsac, Fulvia Caligiuri, ha ribadito la necessità di un passaggio di consegne generazionale che sia innanzitutto trasmissione di saperi tecnici e agricoli, fondamentali per rendere la Calabria protagonista del proprio sviluppo economico e culturale.

La kermesse proseguirà domani, 28 aprile, con la sessione dedicata all’Estate e al tema “La moda e il desiderio”.

Redazione

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