Vertenza Consorzi di Bonifica: Scutellà (M5S) denuncia l’immobilismo della Regione Calabria

Criticità sulla liquidazione dei Tfr per i forestali: il sindacato lamenta l'assenza di un piano d'intervento e la mancanza di coperture finanziarie

Elisa Scutellà

Dopo un’attesa di circa tre mesi, la risposta della Regione Calabria all’interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle in merito alla situazione debitoria dei Consorzi di Bonifica ha innescato nuove polemiche. La capogruppo pentastellata, Elisa Scutellà, ha definito il riscontro ricevuto come privo di soluzioni operative, descrivendolo come una mera ricognizione tecnica che non affronta l’emergenza politica e sociale sottostante.

Dalla documentazione prodotta dagli uffici regionali emerge un quadro eterogeneo e frammentario:

  • Disparità tra gli enti: Mentre alcune strutture consortili hanno concluso le procedure di liquidazione, altre presentano esposizioni debitorie superiori al milione di euro.

  • Accantonamenti mancanti: In diversi casi è stata accertata la mancata costituzione dei fondi per il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) degli operai forestali.

  • Verifiche pendenti: I Commissari incaricati hanno confermato che gli accertamenti sono tuttora in corso, senza tuttavia fornire una tempistica certa per la chiusura delle pendenze.

La proposta del fondo di garanzia

Il nodo centrale della contestazione riguarda l’assenza di misure straordinarie. La consigliera Scutellà ha ribadito la necessità di istituire un fondo di copertura regionale dedicato. Tale strumento permetterebbe alla Regione di anticipare le somme spettanti ai lavoratori — spesso necessarie per far fronte a spese urgenti di natura familiare o sanitaria — per poi rivalersi sulle procedure di liquidazione dei singoli consorzi.

Secondo l’esponente del M5S, la Regione non avrebbe fornito alcun riscontro su questa proposta, limitandosi a riportare le note dei commissari senza delineare un cronoprogramma politico.

Contraddizioni legislative e criticità in Commissione

La polemica si estende anche al percorso legislativo in atto. Viene contestata la scelta di procedere con una proposta di legge volta ad ampliare l’autonomia del Consorzio unico, senza aver preventivamente sanato le passività dei precedenti enti.

Il quadro emerso durante le audizioni nella Commissione Agricoltura aveva già evidenziato criticità strutturali, tra cui l’insufficienza dei fondi e l’alto numero di contenziosi aperti. «La Regione sta scegliendo di non decidere – conclude la nota di Scutellà – ma l’onere di questo temporeggiamento ricade interamente sui lavoratori».

Redazione

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