Rende, tensione sul trasferimento del mercato: Ghionna accusa la Giunta di isolamento decisionale

Il capogruppo di "Futuro–Rende" critica la gestione dello spostamento in via Parigi, evidenziando un progressivo scollamento tra amministrazione e tessuto sociale

Il trasferimento dell’area mercatale in via Parigi a Rende ha innescato un acceso scontro tra gli operatori ambulanti e l’amministrazione comunale, portando alla luce criticità che superano la singola questione logistica. Secondo Marco Saverio Ghionna, capogruppo di “Futuro–Rende”, il vero nodo della vicenda risiede nel “metodo” adottato dall’ente: una gestione delle scelte pubbliche caratterizzata, a suo dire, da una sistematica assenza di partecipazione e confronto con le parti sociali.

La critica al modello amministrativo

Ghionna sottolinea come la protesta degli ambulanti sia il sintomo di un malessere più profondo. Il punto non sarebbe la validità tecnica dello spostamento, quanto l’esclusione di cittadini e commercianti dai processi decisionali. Secondo l’esponente dell’opposizione, si è consolidato un modello verticale dove la maggioranza e la giunta ratificano decisioni assunte dal vertice, senza spazi di discussione critica. Questo approccio, secondo Ghionna, starebbe logorando il rapporto di fiducia tra le istituzioni e la comunità rendese.

Segnali di declino urbano ed esodo

L’analisi del capogruppo si estende ad altri settori della vita cittadina, descrivendo quello che definisce un “esodo silenzioso”. Tra i segnali preoccupanti vengono citati:

  • Crisi delle attività produttive: chiusure o trasferimenti di imprese locali.

  • Viabilità e Trasporti: modifiche stradali repentine tramite ordinanze, prive di fasi sperimentali, e disservizi nel trasporto pubblico.

  • Istruzione: le difficoltà nei collegamenti verso i poli scolastici potrebbero spingere le famiglie a orientarsi verso altri comuni per le future iscrizioni.

Narrazione contro sostanza

In conclusione, Ghionna solleva dubbi sulla strategia comunicativa dell’amministrazione, definita più incline all’autocelebrazione dell’ordinaria amministrazione che alla risoluzione dei problemi strutturali. “L’immagine sembra aver preso il sopravvento sulla sostanza”, dichiara il consigliere, ribadendo la necessità di un cambio di rotta metodologico che rimetta al centro l’ascolto e il coinvolgimento della cittadinanza per evitare l’allontanamento di investimenti e opportunità dal territorio.

Redazione

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