L’inflazione morde i consumi: rincari a doppia cifra per i beni alimentari in Calabria

Uno studio di Assoutenti evidenzia gli effetti del caro-carburante e delle tensioni internazionali sui listini. Coldiretti lancia l’allarme: «A rischio la tenuta delle aziende agricole»

La Calabria attraversa una fase di profonda incertezza economica, caratterizzata da una contrazione del potere d’acquisto che costringe le famiglie a limitare le spese ai soli beni di prima necessità. La congiuntura negativa, alimentata dall’instabilità in Medio Oriente e dalle conseguenti speculazioni sui mercati energetici, sta generando ripercussioni dirette non solo sul carrello della spesa, ma anche sulla solvibilità di mutui e prestiti al consumo, mettendo in allerta il settore bancario.

L’analisi di Assoutenti: il primato dei rincari alimentari

Secondo un’elaborazione condotta da Assoutenti su dati Istat, il settore dell’ortofrutta è quello che risente maggiormente dell’incremento dei costi di logistica e trasporto su gomma. In cima alla lista dei prodotti più colpiti dai rincari si trovano le melanzane (+21,5%), seguite da piselli (+19,6%) e frutti di bosco (+16,3%).

Gli aumenti interessano in modo trasversale tutta la dieta mediterranea:

  • Verdure e ortaggi: Incrementi significativi per zucchine (+11,1%), limoni (+10,8%) e pomodori (+9%).

  • Proteine: In crescita i prezzi di uova (+8,5%) e carni bovine (+8,4%).

  • Settore non alimentare: L’inflazione colpisce anche l’oro e i gioielli (+33,5%) e il comparto dei trasporti aerei, con i voli nazionali in aumento del 12,6% a causa del caro jet-fuel.

Le criticità della filiera: il monitoraggio di Coldiretti

Le tensioni geopolitiche, in particolare i blocchi nello Stretto di Hormuz, stanno creando colli di bottiglia nell’approvvigionamento delle materie prime. Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, evidenzia come il problema non risieda esclusivamente nel gasolio agricolo, ma nell’intera catena logistica.

«L’incremento dei costi del carburante per autotrazione si scarica inevitabilmente sul prodotto finale», spiega Aceto, aggiungendo una preoccupazione relativa alla disponibilità di fertilizzanti. La carenza di questi input produttivi rischia di abbassare la resa per ettaro, innescando una spirale di scarsità e ulteriore aumento dei prezzi entro i prossimi mesi.

Rischio di calo della domanda e necessità di interventi

Il quadro delineato evidenzia un paradosso: mentre i costi di produzione salgono, il potere d’acquisto dei consumatori diminuisce, portando a una pericolosa riduzione della domanda. Questo scenario espone le aziende agricole calabresi al rischio di invenduto, minacciando la sostenibilità dell’intero sistema produttivo regionale.

In un contesto dove la mobilità privata rappresenta spesso l’unica opzione di trasporto, il peso dei costi energetici diventa insostenibile senza interventi strutturali e una stabilizzazione del quadro internazionale. Per Coldiretti, la promozione della “filiera corta” resta una strategia chiave per tutelare tracciabilità e qualità, ma non è sufficiente a isolare il mercato locale dalle fluttuazioni globali dell’energia.

Redazione

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