Si accende la protesta degli operatori del commercio su aree pubbliche a Rende. Attraverso una nota congiunta, le sigle sindacali ANA-UGL Calabria, Associazione Ambulanti Italiani, La Bizantina, CLAII e CICAS hanno proclamato ufficialmente lo stato di agitazione. Al centro della disputa vi è la recente ordinanza comunale che dispone il trasferimento del mercato settimanale presso l’area di Via Parigi, una decisione definita dalle associazioni come «un significativo passo indietro».
Le criticità del sito di Via Parigi
Secondo i rappresentanti di categoria, l’area individuata dall’Ente avrebbe già ampiamente dimostrato la propria inidoneità nel corso di un precedente decennio di attività, culminato con il progressivo abbandono del sito. Le associazioni evidenziano tre problematiche principali:
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Logistica e Viabilità: Carenze strutturali che rendono difficoltoso l’accesso sia agli operatori che all’utenza.
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Scarso appeal commerciale: Una zona già rivelatasi poco attrattiva, con il rischio di un drastico calo delle vendite.
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Sicurezza: Criticità legate alla gestione dei flussi e ai servizi essenziali.
La denuncia sul metodo amministrativo
Oltre alle riserve sulla location, le organizzazioni contestano duramente il metodo gestionale adottato dal Comune di Rende. Viene censurata, in particolare, la mancanza di una programmazione trasparente che dovrebbe prevedere la redazione di una graduatoria degli aventi diritto e una procedura ordinata per l’assegnazione dei posteggi.
«Il trasferimento è stato disposto con una semplice comunicazione, senza criteri organizzativi chiari», lamentano le sigle sindacali, sottolineando come tale incertezza rischi di generare disordini e tensioni sociali tra i lavoratori, venendo meno ai principi di equità e regolamentazione necessari in contesti pubblici.
Richiesta di confronto e minaccia di sciopero
Il mercato settimanale rappresenta il sostentamento per decine di famiglie del territorio e le associazioni chiedono ora un’inversione di rotta immediata. L’istanza è chiara: l’apertura di un tavolo di confronto tecnico con l’Amministrazione comunale per individuare soluzioni condivise e sostenibili. In assenza di riscontri tempestivi, i sindacati hanno annunciato l’intenzione di intraprendere ulteriori e più incisive iniziative di protesta a tutela della continuità lavorativa degli operatori.
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