Trasporto pubblico Cosenza-Rende-Unical, scattano i rincari: è allarme per il diritto alla mobilità

Rifondazione Comunista Cosenza denuncia gli aumenti sulle tratte per l'Unical e lungo la fascia jonica: «Costi insostenibili per pendolari e studenti»

Sale la tensione sul fronte del trasporto pubblico locale in Calabria. Attraverso una nota congiunta, i rappresentanti di Rifondazione Comunista Cosenza, Domenico Passarelli e Stefano Vento, hanno espresso profonda preoccupazione per i recenti aumenti tariffari che stanno interessando le principali arterie di collegamento dell’area urbana e regionale.

Il rincaro sulle tratte universitarie e la crisi Amaco

Al centro della denuncia vi è la decisione del Consorzio Autolinee di incrementare il costo dei titoli di viaggio per la tratta Cosenza–Rende–Unical. Secondo gli esponenti politici, tale scelta grava direttamente su una platea composta prevalentemente da studenti universitari e lavoratori pendolari, già penalizzati da un servizio spesso ritenuto non all’altezza delle necessità dell’utenza.

Il quadro cittadino appare ulteriormente aggravato dalla situazione di Amaco. Il declino dell’azienda di trasporto bruzia viene citato nel comunicato come il simbolo di una gestione fallimentare che ha generato incertezza non solo per i cittadini, ma anche per la stabilità occupazionale dei lavoratori del settore.

Emergenza sulla fascia jonica

La criticità non si limita all’area urbana cosentina. Rifondazione Comunista accende i riflettori anche sulla fascia jonica, dove le corse gestite da Intersaj — vitali per il collegamento tra Calabria, Basilicata e Puglia — hanno registrato aumenti definiti “esorbitanti”. In alcuni casi, i rincari hanno raggiunto i 6 euro a biglietto nel giro di pochi mesi, con picchi registrati proprio in concomitanza con le festività pasquali.

In territori dove l’alternativa ferroviaria è carente o assente, il trasporto su gomma opera in un regime di quasi monopolio. Questa condizione, denuncia la nota, scarica i costi dell’inefficienza infrastrutturale direttamente sulle fasce più deboli della popolazione.

L’appello alla Regione

La mobilità deve essere garantita come un diritto essenziale e non come un servizio regolato esclusivamente da logiche di profitto. Per questo motivo, Passarelli e Vento chiedono un intervento immediato della Regione Calabria volto a:

  • Bloccare gli aumenti tariffari in corso.

  • Garantire prezzi accessibili per le categorie svantaggiate.

  • Avviare un piano di rilancio del trasporto pubblico che privilegi il servizio alla comunità rispetto agli interessi dei privati.

Redazione

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