Rende, Rifondazione Comunista traccia il bilancio: «Dieci mesi di ombre e scarsa partecipazione»

Nel mirino del circolo "Gullo-Mazzotta" il progetto Urban Life e le scelte del nuovo Piano Strutturale Comunale

A dieci mesi dall’insediamento della giunta presieduta da Sandro Principe, il circolo di Rifondazione Comunista “Gullo-Mazzotta” dell’Area Urbana Cosenza-Rende ha diffuso una nota ufficiale per analizzare criticamente l’operato dell’esecutivo. Il giudizio del partito è severo: l’azione amministrativa viene descritta come un percorso segnato da profonde contraddizioni, una partecipazione democratica ridotta ai minimi termini e una gestione del territorio che asseconderebbe logiche di mercato a discapito dell’interesse pubblico.

Il nodo Urban Life e l’housing universitario

Al centro della contestazione vi è il progetto Urban Life, dedicato alla residenzialità studentesca. Rifondazione Comunista denuncia una gestione poco trasparente dell’iniziativa, sottolineando l’assenza di risposte alle interrogazioni presentate in Consiglio Comunale dalla consigliera Rossella Gallo, alla quale il partito rinnova piena solidarietà.

Secondo la nota, studenti e residenti attendono chiarimenti su un intervento che incide direttamente sul diritto all’abitare. Il partito richiama i precedenti di altre realtà urbane italiane, dove analoghi progetti di studentati privati avrebbero prodotto costi elevati e un impatto sociale negativo. L’appello rivolto alla giunta è quello di farsi garante della reale accessibilità e della natura pubblica dell’opera, evitando che si trasformi in un’operazione esclusivamente speculativa.

Urbanistica: il futuro dello stadio “Marco Lorenzon”

Un altro fronte di scontro riguarda il nuovo Piano Strutturale Comunale (PSC), con particolare riferimento alla scelta di rendere edificabile l’area attualmente occupata dallo stadio “Marco Lorenzon”. Per il circolo “Gullo-Mazzotta”, tale previsione rappresenta un ulteriore segnale di «cementificazione» del territorio.

Rifondazione sostiene che la sottrazione di uno spazio pubblico storico dovrebbe essere scongiurata in favore di destinazioni d’uso legate al verde urbano, ai servizi e alla socialità. Viene inoltre stigmatizzato il mancato coinvolgimento dei residenti del quartiere nelle scelte che ne modificheranno radicalmente il tessuto urbano.

In chiusura, il partito sollecita un cambio di rotta che rimetta al centro la funzione sociale dello spazio urbano e il dialogo costante con la cittadinanza.

Redazione

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