In un’epoca in cui le notizie di cronaca sono spesso dominate da episodi di indifferenza, la storia che arriva da Rende brilla per onestà e maturità. Un giovane di tredici anni, di origine egiziana, è diventato il simbolo della legalità e del rispetto del prossimo restituendo una borsa smarrita carica di valori e documenti sensibili.
Mentre passeggiava per le vie della città, il ragazzo, ospite del sistema di accoglienza SAI della Provincia di Cosenza, si è imbattuto in una borsa abbandonata. All’interno non c’erano solo contanti, ma un vero e proprio “kit” di identità e sicurezza con carte di credito e pass annotate.
Come segno di gratitudine e per sottolineare l’importanza del senso civico, Faragalli ha consegnato al ragazzo una medaglia di riconoscimento. Non si è trattato di un semplice premio formale, ma di un segnale forte inviato a tutta la comunità: l’onestà e l’integrità sono i pilastri su cui costruire il futuro, indipendentemente dall’età o dalla provenienza.
Senza alcuna esitazione, e con il pieno supporto della sua famiglia, il tredicenne si è attivato immediatamente. Grazie a una ricerca tra gli effetti personali, è riuscito a risalire al legittimo proprietario, riconsegnando tutto intatto in tempi record.
L’eco di questo gesto è giunta fino ai piani alti della Provincia di Cosenza. Mercoledì pomeriggio, presso la sede istituzionale dell’ente, il presidente Biagio Faragalli ha accolto il giovane per un incontro ufficiale.
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