Gli equilibri geopolitici del Medio Oriente continuano a dettare il ritmo dell’economia globale, con ripercussioni dirette e tangibili sulle tasche dei cittadini calabresi. La fragile tregua nell’area del Golfo ha parzialmente sbloccato il punto nevralgico dello Stretto di Hormuz, riducendo la pressione speculativa che aveva innescato uno shock sui mercati petroliferi e colpito duramente le economie locali più vulnerabili.
L’analisi dell’Unical: l’ostacolo della “trasmissione asimmetrica”
Nonostante il crollo del Brent, sceso intorno ai 92 dollari al barile, il beneficio immediato per i consumatori resta frenato da dinamiche tecniche. Il professore Franco Rubino, direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche dell’Università della Calabria, spiega come il sistema soffra della cosiddetta trasmissione asimmetrica: i rialzi dei prezzi sono immediati, mentre i ribassi seguono una velocità molto più ridotta.
«Tra estrazione, raffinazione e distribuzione – chiarisce Rubino attraverso le colonne di Gazzetta del Sud – intercorre un lasso di tempo di circa due o tre mesi prima che una partita di greggio arrivi alla pompa». Secondo il docente, sebbene la riapertura di Hormuz abbia ridato ossigeno al mercato, per una normalizzazione dei prezzi pre-crisi saranno necessari almeno due o tre mesi, sempre a condizione che la tenuta diplomatica nel Golfo resti stabile.
Le previsioni per la rete distributiva calabrese
Sul fronte della distribuzione locale, segnali di ottimismo arrivano da Mario Metallo, rappresentante calabrese di Assopetroli. Nonostante l’incertezza globale, Metallo assicura che il calo delle quotazioni inizierà a riflettersi sulla rete regionale in tempi brevi: «Già tra venerdì e lunedì si prevedono le prime riduzioni. Entro una settimana il diesel potrebbe scendere sotto la soglia dei due euro, con la benzina intorno a 1,6 euro. Non ci sono dubbi: la prossima settimana il carburante in Calabria costerà di meno».
Rischio sciopero e tensioni sociali
Il parziale calo dei costi potrebbe mitigare un clima sociale estremamente teso. Restano infatti confermate le agitazioni nel settore dell’autotrasporto: Trasportounito ha proclamato cinque giorni di sciopero (dal 20 al 25 aprile), con il rischio di paralizzare il commercio in un territorio come quello calabrese, dove la quasi totalità delle merci viaggia su gomma.
In merito alla protesta, Metallo suggerisce la via del dialogo istituzionale piuttosto che il blocco totale, proponendo l’apertura di un tavolo di crisi che coinvolga il sistema bancario nazionale. L’obiettivo sarebbe quello di fornire supporto creditizio alle imprese dell’autotrasporto, considerate il motore trainante dell’economia del Paese e della regione.
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