La gestione dei lavoratori impegnati nei Tirocini di Inclusione Sociale (Tis) finisce al centro di una nuova disputa politica in Regione. Enzo Bruno, capogruppo di “Tridico Presidente”, ha annunciato il deposito di una formale interpellanza indirizzata alla Giunta Occhiuto, definendo l’attuale strategia di stabilizzazione un «azzardo amministrativo» dalle potenziali ricadute critiche per gli enti locali.
Il nodo dei salari e la sostenibilità finanziaria
Secondo il consigliere regionale, la soluzione proposta dall’esecutivo rischierebbe di creare una nuova categoria di “lavoratori poveri”. Bruno contesta la natura dei nuovi contratti, evidenziando come rapporti di lavoro part-time con compensi di circa 600 euro mensili non possano essere considerati un traguardo positivo.
Oltre al profilo salariale, l’interpellanza pone l’accento sulla copertura finanziaria nel lungo periodo. «In assenza di una storicizzazione delle risorse oltre la scadenza del 2029 — sottolinea il capogruppo — il peso economico della stabilizzazione graverà interamente sui bilanci comunali». Il rischio ventilato è doppio: da un lato il possibile dissesto finanziario dei Comuni già fragili, dall’altro un aumento della tassazione locale per far fronte alle spese del personale.
Il destino degli esclusi
L’attenzione di Bruno si rivolge infine alla platea dei lavoratori rimasti fuori dal percorso avviato dalla Regione. Si stima che circa mille unità non rientreranno nei piani di assunzione, prefigurando, secondo l’esponente di opposizione, una nuova emergenza sociale.
L’interpellanza mira a sollecitare la Giunta affinché vengano fornite garanzie non solo sulla qualità contrattuale degli impieghi proposti, ma anche su soluzioni inclusive per chi, al momento, risulta escluso dai percorsi di stabilizzazione.
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