Sanità in Calabria: tra stallo organizzativo e tensioni politiche sul sistema d’emergenza

Il settore dell'emergenza-urgenza resta al centro delle polemiche: denunciati ritardi nelle indennità ai sanitari, criticità nel servizio 118 e il mancato rinnovo dei bandi per l'elisoccorso

Il sistema sanitario calabrese, reduce da quindici anni di commissariamento, continua a mostrare segnali di profonda sofferenza strutturale. Nonostante l’impegno profuso dal personale medico e infermieristico, la carenza di mezzi e risorse adeguate impedisce il superamento delle criticità storiche.

Al centro del dibattito politico attuale si pone il contrasto tra il recente via libera del Consiglio regionale all’allargamento della platea dei sottosegretari — con relativi adeguamenti salariali — e lo stallo nell’erogazione delle indennità di pronto soccorso. Secondo le denunce del Partito Democratico, circa 80 euro mensili spettanti ai sanitari in prima linea, inclusi gli arretrati degli ultimi due anni, risulterebbero ancora non corrisposti. Il segretario regionale dem, Nicola Irto, ha definito la situazione una “mortificazione della dignità professionale”, evidenziando il rischio di esaurimento psico-fisico per gli operatori dell’emergenza-urgenza.

La gestione del servizio 118 e Azienda Zero

Le criticità non riguardano solo il profilo contrattuale, ma investono direttamente l’efficienza operativa. Carlo Guccione, dirigente nazionale del Pd, ha richiamato l’attenzione sulla riorganizzazione del servizio 118, affidata ad Azienda Zero e all’Asp di Cosenza come capofila.

A fronte di un investimento di 24,5 milioni di euro, l’attuazione del progetto appare parziale:

  • Automezzi: Delle 100 ambulanze acquistate, molte sarebbero rimaste inutilizzate per mesi nei depositi.

  • Copertura territoriale: Delle 63 postazioni di supporto previste, ne risulterebbero assegnate solo 33, con diverse unità non operative.

L’emergenza elisoccorso: mezzi obsoleti e assenza di gare

Un capitolo particolarmente critico è rappresentato dal servizio di elisoccorso. Nonostante gli annunci ufficiali di fine 2025 circa l’avvio di una nuova gara d’appalto, la gestione corrente continuerebbe a basarsi su procedure risalenti al 2009, prorogate ben oltre i limiti inizialmente previsti.

Questa condizione di incertezza amministrativa ha ricadute dirette sulla qualità del servizio:

  1. Anzianità della flotta: Sono segnalati in volo elicotteri con oltre trent’anni di servizio, talvolta privi di sistemi moderni di climatizzazione.

  2. Efficienza operativa: Nei primi tre mesi del 2026, i dati indicano un superamento della soglia del 50% di interruzioni di volo rispetto ai target prefissati.

  3. Costi: Viene denunciato un uso improprio del mezzo aereo anche in situazioni gestibili via terra, con un conseguente aggravio per le casse regionali.

Il quadro delineato evidenzia una sanità che fatica a garantire i livelli essenziali di assistenza, tra un passato di tagli lineari e un presente caratterizzato da difficoltà nel tradurre i piani di rientro in reali miglioramenti per i cittadini e tutele per i lavoratori.

Redazione

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